8 giugno 2011

‘Ndrangheta, 150 arresti in tutta Italia Sequestrati beni per settanta milioni


Parte da Torino l’ultimo attacco alla ’ndrangheta. Nel blitz scattato all’alba di oggi sono state arrestate 150 persone circa in tutta Italia.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere spiccata dal gip riguarda 142 affiliati alle cosche. Arresti, perquisizioni e sequestri sono stati eseguiti nelle province di Torino, Milano, Modena e Reggio Calabria. L’operazione, denominata “Minotauro” e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Torino e vede impegnati circa 1.300 militari, ha portato anche al sequestro di beni per 70 milioni di euro.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, usura, estorsione ed altri reati. Le Fiamme gialle stanno dando esecuzione anche ad una serie di sequestri patrimoniali per un valore complessivo di circa 70 milioni. Si tratta di beni riconducibili alla criminalità organizzata calabrese. Contestualmente, nell’ambito della medesima indagine, l’Arma dei Carabinieri sta eseguendo misure cautelari in carcere nei confronti di 150 soggetti.

Piuù di 100 i Finanzieri impegnati per sequestrare 127 tra ville, appartamenti e terreni situati a Torino e provincia, in altre zone del Piemonte, Lombardia, Liguria e Calabria. Sotto misure cautelari anche 10 aziende, più di 200 conti correnti e diverse cassette di sicurezza. Nelle maglie della Finanza anche un pensionato con spese del tutto spropositate rispetto alla pensione, un disoccupato con redditi al limite della soglia di povertà che viveva in una lussuosa villa alle porte di Torino, o ancora un imprenditore edile che ha intestato alla suocera appartamenti per oltre 2 milioni di euro. Due fratelli, pur dichiarando redditi esigui, sono proprietari di un’intera palazzina di 12 appartamenti in Calabria.

Adesso, i destinatari dei provvedimenti di sequestro dovranno dimostrare come hanno potuto accumulare nel corso degli anni un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, per quanto hanno meticolosamente ricostruito i Finanzieri con le loro indagini patrimoniali e finanziarie. Pietro Grasso, ha commentato l’operazione esprimendo «complimenti per l’eccezionale operazione portata al successo» dagli inquirenti. «Dopo la Lombardia, – ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia – ecco che con l’operazione Minotauro in Piemonte si ricostruisce la mappa della struttura della ’ndrangheta e dei suoi beni per un valore di 10 milioni di euro: la presenza al Nord sempre più avvolgente non fa perdere di vista, però, la direzione strategica che rimane sempre in Calabria».

Fonte: La Stampa