5 settembre 2018

Giornata per la liberazione dei prigionieri della dittatura siriana

Famiglie per la libertà: rivogliamo indietro i nostri cari!

Torino 8 settembre 2018 ore 11,30 Piazza Castello angolo via Garibaldi

Un comitato di cittadini siriani, residenti in Europa, ha organizzato per l’8 settembre a Bruxelles, davanti al Parlamento europeo, una manifestazione che invita a partecipare gli ex detenuti nelle carceri siriane, residenti in Europa.

Il comitato organizzatore invita a prendere parte, in concomitanza con l’iniziativa, a mobilitazioni nei vari territori.

A sostegno di questa giornata, a Torino il Coordinamento “Torino for Syria”, Benvenuti in Italia, Giovani Democratici, Altre Prospettive si fanno promotori di una manifestazione che si svolgerà l’8 settembre alle ore 11,30 in piazza Castello angolo via Garibaldi. Parteciperà Amnesty International, Circoscrizione Piemonte e Valle d’Aosta.

Porteranno la loro testimonianza profughi siriani, accolti a Torino attraverso i corridoi umanitari, che hanno vissuto direttamente l’esperienza del carcere in Siria.

Sono stati invitati i rappresentanti delle Istituzioni e del Comitato Regionale per i diritti umani.

Interverranno:

Monica Cerutti, Assessora Regionale

Daniele Valle, Consigliere Regionale

Fabio Trocino, Comitato regionale Diritti umani

Davide Mattiello, Presidente Fondazione Benvenuti in Italia

Come documentato dalla mostra “Nome in codice Caesar – Detenuti siriani vittime di tortura”, sono migliaia i detenuti siriani, imprigionati senza motivo, scomparsi o morti a seguito di torture. Mostra esposta al Parlamento europeo e a Torino, al Polo del ‘900, su iniziativa della Fondazione Nocentini.

Secondo il rapporto di Amnesty International del 2017, tra il 2011 ed il 2015 sono 13.000 le persone giustiziate nel carcere di Saydnaya e 75.000 quelle scomparse dai centri di detenzione non ufficiali. “Saydnaya è la fine della vita, la fine dell’umanità” ha dichiarato Abu Muhammad, ex guardia di questo carcere militare, situato a 30 km da Damasco.

Gli omicidi, le torture, i massacri che avvengono a Saydnaya dal 2011 sono perpetrati dalle autorità siriane come parte di un attacco sistematico contro la popolazione civile, come sta avvenendo drammaticamente in questi giorni ad Idlib, l’ultima importante città della Siria non controllata dal regime.

Le violazioni registrate nelle carceri siriane sono crimini contro l’umanità e devono essere perseguiti. Il governo siriano deve lasciar entrare osservatori indipendenti per indagare su quanto è successo e sta succedendo.

Inoltre, nelle ultime settimane ci sono state vari contatti da parte della polizia siriana che comunicava alle famiglie la morte dei loro cari per motivi naturali. Si tratta di prime parziali ammissioni di decessi avvenuti in carcere. Con l’iniziativa di Bruxelles, gli ex detenuti sopravvissuti vogliono fare pressione presso le varie Istituzioni affinché si impegnino a far luce su questa realtà ed a chiedere al regime siriano di garantire ai detenuti il rispetto dei loro diritti.