13 ottobre 2014

Mafie al nord

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Mafie al nord o mafie del nord? Dibattito pubblico a Nichelino sui temi dell’antimafia

 

Mafie al nord o mafie del nord? Con questo interrogativo si è chiuso l’incontro sulla presenza mafiosa nelle ragioni del nord Italia, organizzato dal Comune di Nichelino, l’associazione Polesani e la sezione soci Coop Di Nichelino.

L’incontro ha riscosso un notevole successo tra la cittadinanza che per circa due ore, venerdì 11 ottobre, ha ascoltato l’ex procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, confrontarsi con Davide Mattiello – deputato e presidente del V comitato della Commissione Antimafia – e con la referente di Libera Piemonte, Maria Josè Fava. L’incontro è stato moderato da Diego Sarno, referente provinciale di Avviso Pubblico ed assessore al comune di Nichelino ed ha visto la partecipazione del sindaco Angelino Riggio e della dirigente dell’area Politiche Sociali Nova Coop, Graziella Rondano.

Caselli ha spiegato come la presenza mafiosa anche in aree diverse da quelle del sud Italia, dove ancora conserva radici profonde, sia un fenomeno assolutamente logico ed inevitabile. Tuttavia non stupirsi dell’infiltrazione mafiosa in Piemonte, all’interno di appalti e attività produttive, non significa rinunciare a combatterla. Caselli individua nella coesione la ricetta per sconfiggere definitivamente le mafie: se la politica, insieme alle forze dell’ordine, alle associazioni, alle scuole, al mondo dell’informazione e della società civile si impegneranno insieme con l’obiettivo di debellare il fenomeno mafioso, allora la soluzione al problema sarà possibile.

Ha parlato di politica, invece, Davide Mattiello, invitando a discernere la buona politica, credibile e capace, dalla cattiva politica, a tratti anche “oscena” <<Dai Comuni fino al Parlamento i politici hanno bisogno di voti, consenso e preferenze ed occorre tenere la guardia alta sul modo in cui i candidati guadagnano tali voti e preferenze>> afferma Mattiello che rilancia quindi il codice etico di autoregolamentazione dei partiti approvato all’unanimità in Commissione Antimafia.

L’incontro è stato chiuso da Maria Josè Fava che ha spiegato come sia ormai superato il concetto di mafie al nord, quando siamo di fronte a cosche riconducibili alla criminalità organizzata mafiosa che sono nate e cresciute nel nord, senza un effettivo trasferimento dal sud Italia.

Oltre alla proficua discussione, la serata ha lasciato anche un segno tangibile con la raccolte di oltre 1000 euro destinati a “Cascina Graziella”, un bene sequestrato alla ‘ndrangheta a Moncalvo d’Asti.

 

Graziella Lavanga