24 March 2016

Parole chiare per Vito

fondoscafidi
Abbiamo dovuto attendere 385 giorni per leggerle ma ne è valsa la pena.
Le motivazioni della sentenza di Cassazione emessa il 3 febbraio 2015, sul crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli, sono state depositate il 22 marzo 2016.
Che fosse una sentenza storica ce n’eravamo già accorti in quella sede, nella stanza della Quarta Sezione Penale in cui con chiarezza erano stati ribaditi alcuni elementi di analisi che avevano portato al ribaltamento della sentenza, dal primo grado al giudizio di appello.
In queste 16 pagine dense di nuova giurisprudenza, torneremo per un’analisi più approfondita, che faccia da collettore tra le tre sentenze e sia capace di inserirle nel più vasto quadro dell’edilizia scolastica, per come l’approccio a questa sia cambiata dal 2008 a oggi.
Intanto è però importante ribadire alcuni punti, riprendendo le parole della sentenza:
– non è corretto parlare del crollo del soffitto, come se si trattasse ‘solo’ di un controsoffitto, perché a tutti gli effetti quella divisione in altezza creava un vano da considerarsi un vano tecnico, ispezionabile per mezzo della botola (che era stata inchiodata) presente nella classe IV G e utilizzato come deposito di materiale edile.
In questa accezione si può quindi definire un ‘solaio sospeso’, dunque un luogo di lavoro, in cui fosse possibile accedere e che in quanto tale doveva essere incluso nella valutazione dei rischi, e non ritenuto come elemento ‘non strutturale’ e dunque non inserito nella docuemtnazione tecnica e nel certificato di idoneità statica.
L’accesso ‘…previa apertura della botola, non costituiva un eccesso di scrupolo, ma una doversosa necessità … perché avrebbe consentito di verificare lo stato del vano tecnico ed di evidenziarne le già ricordate problematiche…’
– tra la Provincia di Torino e la scuola, vigeva un obbligo di corresponsabilità. Come dice la sentenza ‘… è pacifico che il liceo Darwin dipendesse per gli interventi strutturali e di manutenzione dalla Provincia, mentre “datore di lavoro” era da intendersi l’istituzione scolastica, soggetto che non possiede poteri decisionali e di spesa. … La compresenza di più titolari della posizione di garanzia non è evenienza che esclude, per ciascuno, il contributo causale nella condotta incriminata. …’
– chi si assume un incarico, deve avere le competenze per portarlo a termine. Nel ricorso si è agito ‘negando l’esistenza della colpa perché i medesimi non avevano la preparazione scientifica necessaria. Detta tesi è da ritenere erronea perché agente modello è colui che adegua la propria condotta alle conosccenze disponibili e che, se non dispone di queste conoscenze, adempie all’obbligo – se intende svolgere un’attività che comporta il rischio di eventi dannosi – di acquisirle o di utilizzare le conoscenze di chi ne dispone o, al limite, di segnalare al datore di lavoro la propria incapacità di svolgere adeguatamente la propria funzione. …’
– tra le fonti di insicurezza del Liceo Darwin rientra a pieno titolo il cosiddetto controsoffitto, perché ‘è di palmare evidenza’ che le sue caratteristiche lo rendessero una ‘vera e propria “bomba ad orolegeria”, innescata e sovrastante l’aula 4G del liceo Darwin, a fronte della quale per quasi mezzo secolo, nessun intervento era stato operato’ …
Importanti pagine sulle quali vale la pena meditare e che è importante condividere, al fine di porre al centro una nuova cultura della sicurezza che veda ciascuno impegnato e vigile nella cura dei luoghi che abitiamo, a cominciare dalle scuole.
Un Paese che non riponga la massima attenzione nel luogo generatore del sapere e attivatore della crescita dei cittadini, è un Paese senza futuro.
Noi 8 anni fa ci siamo presi un impegno, che abbiamo rinnovato anche attraverso la nascita del Fondo Vito Scafidi.
Lo dobbiamo a Vito Scafidi, lo dobbiamo a noi stessi.