17 settembre 2010

Nasce Benvenuti in Italia – l’articolo de ‘La Repubblica’

Benvenuti in Italia è il nome scelto: lunedì l’esordio Il leader Mattiello ne anticipa gli obiettivi

di SARA STRIPPOLI

Nasce sotto la Mole il "Move on" italiano con la benedizione di Ciotti e Fitzgibbon

Trevor Fitzigibbon, l’inventore della campagna via Web di Obama

Nasce qui a Torino – e non è un caso – il Move On italiano, quel movimento creato da Trevor Fitzgibbon, inventore della strepitosa campagna web di Barack Obama. Durante la festa democratica, dal palco del Carignano, l’inarrestabile Fitzgibbon ha detto di aver finalmente trovato la sua estensione in terra italiana. La nuova forma di rappresentanza che ha sbaragliato ogni altro tentativo ricevendo il battesimo ufficiale del guru della comunicazione, si chiama “Benvenuti in Italia”. Si affaccia nel panorama politico come “una nuova forma di rappresentanza politica che vuole dare forza alla credibilità di chi quotidianamente ha scelto l’impegno”.
Nasce qui a Torino (la presentazione ufficiale, con relativo lancio del sito Internet www.benvenutiinItalia.it, è per lunedì sera alle 21 alla Fabbrica delle E di corso Trapani) ma già muove i suoi passi in molte città italiane. Un movimento creato dalla grande esperienza nel sociale di associazioni come Acmos, Libera, il Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti, il Consorzio Abele Lavoro.

Il suo presidente è Davide Mattiello, ex-presidente di Acmos, che per lanciare questo movimento ha lasciato ogni altra carica. “Benvenuti in Italia” non è un partito, né vuole finire nel calderone delle correnti di questa o quella sigla politica. Men che meno collocarsi nel movimentismo dell’anti-politica. “Non saremo il comitato elettorale di qualche nostro campione – spiega Mattiello – e non baratteremo pacchetti di voti in cambio di garanzie. Vogliamo rinnovare il sistema politico italiano”. Piuttosto uno snodo dialettico fra partiti e cittadini, fra sigle note e una società civile che non rappresenta interessi imprenditoriali ma le esigenze di chi crede nell’impegno sociale. “Un soggetto forte di credibilità sociale e culturale, autonomo finanziariamente, capace di entrare apertamente e in modo pesante nelle campagne elettorali e nella vita delle istituzioni”.

Chi pensa di veder schierato il nuovo movimento in caso di primarie per le elezioni del sindaco del 2011 prende un abbaglio. Il nuovo comitato che ambisce a diventare una fondazione, non ha intenzione di entrare in competizione per supportare questo o quell’altro candidato nelle primarie. Entrerà però in gioco quando gli sfidanti saranno definiti, pretendendo una verifica sul comune sentire sui temi del sociale. Scuola, lavoro, giustizia, cittadinanze “L’Italia riparte se riparte una nuova cultura”. Sul modello di Move On, il nuovo movimento cerca sostegno economico e partecipazione attiva: piccoli, diffusi contributi piuttosto che pochi grandi finanziatori.