17 febbraio 2011

Le parole di Giancarlo Caselli

“La misura è colma. Non la misura della nostra pazienza. Ma Vicina al livello di guardia è la misura della compatibilità con le regole di convivenza istituzionale proprie di un sistema democratico”: lo ha detto Gian Carlo Caselli, Procuratore capo a Torino, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, in un intervento in cui ha criticato più volte il Presidente del Consiglio.
“Definire cospiratori – ha aggiunto Caselli – coloro che sono portatori di legalità non è solo offensivo, ma è profondamente ingiusto. Come fosse ossessionato dai suoi problemi giudiziari il presidente Berlusconi ha moltiplicato i suoi interventi volti a indurre, nei più, l’immagine della giustizia come campo di battaglia, di interessi contrapposti anzichè luogo di tutela di diritti in base a regole prestabilite, contribuendo così alla devastazione di tale immagine”.

“Chi parla a vanvera di partito dei giudici voglia prendere atto che un partito dei giudici esiste davvero, ma nell’accezione dello storico Salvatore Lupo”.  Caselli ha letto poi una citazione di Lupo, secondo cui “è attraverso l’impegno di alcuni e purtroppo il martirio di altri, che l’idea del partito dei giudici prende forma. Nasce dalla sorpresa che, in un’Italia senza senso della patria e dello Stato, ci siano funzionari disposti a morire per il loro dovere, questa patria e questo Stato. Ad ogni funerale, ad ogni commemorazione prende forma l’idea di per sè contradditoria di magistrati come rivoluzionari in quanto portatori di legalità”.