2 maggio 2018

La mafia non è più quella di una volta, ma le proposte di legge si!

La legge n. 17 del 25 Gennaio 1982 , meglio nota come Legge Anselmi , reca la seguente formulazione: “norme di attuazione dell’art. 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento della associazione denominata Loggia P2” . Era la conseguenza dello scandalo della Loggia P2 , appunto, emerso nel nel 1981 e su cui aveva indagato la commissione parlamentare di inchiesta, presieduta proprio dalla senatrice Tina Anselmi, già ministro in due occasioni, alla fine degli anni ‘70.

In questa appena iniziata XVIII legislatura, i senatori cinquestelle Elio Lannutti e Barbara Lezzi hanno depositato una proposta di legge così formulata “ In materia di incompatibilità con la partecipazione ad associazioni che comportano vincolo di obbedienza come richiesto da logge massoniche o associazioni similari fondate su giuramenti o vincoli di appartenenza.”

Ora, è abbastanza pacifico dire che la legge del 1982 andrebbe rafforzata, nell’aumento delle pene e l’interdizione dai pubblici uffici, ma soprattutto nel sancire l’incompatibilità tra ruoli pubblici (magistratura compresa) e l’appartenenza a qualunque associazione che abbia tra le sue caratteristiche il vincolo di obbedienza. Anzi, ci sarebbe da stupirsi che non ci sia arrivati prima, che come sempre ci volevano i solerti difensori della legalità pentastellati, per arrivare a una simile proposta. E invece, guarda un po’, per una volta sono stati anticipati: perché nella scorsa legislatura, per la precisione il 23 febbraio del 2017 , è stata depositata una proposta sostanzialmente identica, a firma Davide Mattiello e altri 22 parlamentari del Partito Democratico. Il giorno precedente, proprio alla Camera dei Deputati si era svolto un seminario , su iniziativa di Davide Mattiello, per affrontare il tema delle connessioni tra mafia e massoneria, cui avevano partecipato tra i relatori magistrati, saggisti, avvocati, giornalisti e altri esponenti politici.

Gli atti sono pubblicati in un quaderno, con il titolo del convegno stesso “La mafia non è più quella di una volta (ma resta sempre la stessa)” .

Sorprende che Lannutti e Luzzi abbiano in pratica fatto un copia e incolla della proposta Mattiello e, per giunta, senza citare minimamente la precedente proposta di legge. Uno scivolone curioso, proprio da parte di chi si vanta di difendere la legalità e il rispetto delle regole e della trasparenza. Non fossero Cinquestelle, verrebbe quasi da pensare male, come diceva Andreotti … ma suonerebbe come una surreale contraddizione in termini, forse, scomodare una massima del defunto ex senatore a vita, condannato e prescritto per rapporti con boss di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980, non trovate?