4 April 2020

Investimenti tagliati: scarcerazione dei mafiosi solo ultima spia

Magistrati di Sorveglianza e Agenti della Penitenziaria come i Medici ed gli Infermieri, carceri e ospedali pagano lo stesso male: investimenti tagliati o sprecati. Così si rischia di correre ai ripari malamente e la storia dei “mafiosi scarcerati” per il Corona-virus è soltanto l’ultima spia. Mi spiego.

Abbiamo imparato a chiamare i medici “eroi”, soltanto per carità di patria, per non alimentare polemiche in un momento drammatico, ma è sempre più chiaro che si scrive “eroe” e si legge: condizioni insostenibili dovute alla inadeguatezza colpevole del sistema sanitario. Ora infuria la polemica sulle decisioni della Magistratura di Sorveglianza che manda ai domiciliari detenuti per reati di mafia che rischiano la vita in carcere perchè esposti al contagio, perchè vecchi, perchè malati (*). La pressione sulla Penitenziaria da un lato così come sulla Magistratura di sorveglianza dall’altro è altissima eppure non dovrebbe essere così e non dovrebbe venire meno mai l’equilibrio tra rigore della pena e dignità della persona (quando si sfonda questo equilibrio si chiama tortura alias trattamento inumano e degradante).

Che fare? Come non farsi schiacciare da questo dilemma che viene strumentalmente calavancato da personaggi come Salvini? Pretendendo investimenti pubblici adeguati per garantire un’altra funzione essenziale dello Stato: la Giustizia. Il confine tra condizioni sopportabili e condizioni non sopportabili del detenuto e del personale penitenziario non è una variabile indipendente, al contrario dipende molto dalle strutture, dalle risorse materiali e personali e questo è vero in particolare per l’alta sicurezza e il “41 bis“. La montagna di denaro mobilitata per far fronte all’emergenza servirà anche a risolvere questi problemi? Vedremo. Intanto fa bene il Ministro Bonafede ad annunciare un maggior coinvolgimento della DNA, delle DDA e della Commissione Antimafia nelle valutazioni riguardanti detenuti per mafia: è un modo per condividere il peso della responsabilità ed evitare che qualche servitore dello Stato si trovi sovra esposto.


(* questa questione non ha nulla a che fare con la concessione di premialità a mafiosi detenuti che non collaborano con la magistratura… )

 

Davide Mattiello
Consulente della Commissione parlamentare antimafia
Presidente della Fondazione Benvenuti in Italia