27 November 2020

Giustizia per nonna Adele

Pubblichiamo le parole che Isabella Spezzano, socia fondatrice di Benvenuti in Italia, ha voluto dedicare a sua nonna, Adele: una donna uccisa da un uomo. Un’altra. 

Da quel maledetto 12 luglio 2018, non mi è mai capitato di parlare, di scrivere rispetto a quello che era successo quel giorno. Qualche timido post su facebook nei due anniversari ma nient’altro. Oggi, però, mi sento. Ci sentiamo liberi di parlare. Perchè è giusto, perché è doveroso. Oggi, 27 novembre 2020 si è tenuta e conclusa udienza della corte d’Appello per l’omicidio di mia nonna. 10 anni di condanna dati al mostro che quella mattina decise di non darle il diritto di lasciare questo mondo con calma, con naturalezza, accanto a chi le voleva bene. Nonna Adele  se ne stava andando, era malata da tempo e da alcuni mesi non si alzava dal letto e non parlava più. Qualche sorriso, qualche sguardo…poco più. E io me li ricordo tutti! Quella persona faceva parte della famiglia, aveva le chiavi di casa, come la maggior parte dei mostri che hanno distrutto la vita di migliaia di donne (1 ogni 3 giorni nell’ultimo anno) e che ci fanno parlare di questo fenomeno che si chiama Femminicidio. Spesso viene automatico pensare a quelle donne immaginandole mogli e fidanzate dei loro assassini ma sono tante altre, ahimè, le categorie a cui appartengono le vittime e sono tutte accomunate dal fatto di essere state uccise perchè, semplicemente donne e considerate inferiori, immeritevoli di continuare a vivere. Mia nonna è in quella lista. Mia nonna è una vittima di femminicidio.

Oggi la corte si è espressa riconoscendo tutte le aggravanti . È stato un omicidio dettato dall’odio verso una persona che non avrebbe potuto difendersi. Nessuna follia, nessun raptus.

Voglio dire grazie perché mia nonna ha avuto giustizia e non esistono dubbi sul perché e sul come se ne sia andata. Grazie perché con il lavoro delle forze dell’ordine e della Procura si è delimitato il confine tra vittima e carnefice. Non c’è zona grigia.

Da oggi in poi voglio però parlare di chi era mia nonna, della sua bontà e del suo amore dato a noi nipoti, a mia madre e a mio padre. Il mostro ha perso perché non ha spento quella bontà…l’ha rinforzata in tutti noi.

Abbiamo vinto noi, ha vinto nonna.

Isabella Spezzano