19 May 2020

Fase 2: la classe arancione si riunisce

La fase 2 è appena iniziata e la classe arancione si è già incontrata, nuovamente da remoto, per fare il puto della situazione e per continuare la propria attività politica e di advocacy.

Il discorso non poteva che partire dall’emergenza Covid-19 e dalla sua gestione in Piemonte, con un punto di vista privilegiato: quello di Domenico Rossi, vicepresidente della commissione sanità in Regione.

<<Quello che stiamo vivendo conferma l’importanza di essere all’interno delle istituzioni>> ha esordito Rossi. La pandemia, infatti, ha colpito duramente il Piemonte e, ora che i dati epidemiologici fanno ben sperare, occorre programmare la fase successiva e accompagnare il sistema all’uscita dall’emergenza, a partire da un piano per il recupero delle visite e gli interventi programmati che sono stati rimandati in questi mesi.

In scia a Domenico Rossi, anche Riccardo Brezza, assessore all’istruzione e alla cultura del Comune di Verbania e volontario Anci per l’Unità di crisi delle Regione Piemonte, che ha toccato con mano la difficoltà in cui si sono trovati gli enti locali. <<È necessario eliminare la distanza tra le decisioni prese dalla politica e le reali difficoltà delle persone che hanno avuto a che fare con una burocrazia troppo macchinosa>> conclude Brezza, appoggiato da Valentina Ciappina, eletta in circoscrizione 6, che conosce bene la situazione delle periferie Torinesi.

Sull’importanza di essere noi stessi all’interno delle istituzioni, per fare la differenza, è tornato Diego Sarno, consigliere regionale, che ha spostato l’attenzione sui risultati raggiunti o raggiungibili come movimento, pur tra molte difficoltà. <<Speriamo sia di prossima approvazione l’ordine del giorno presentato per aprire i cantieri di messa in sicurezza nelle scuole chiuse>> afferma Sarno, proposta che la Fondazione Benvenuti in Italia, insieme a una vasta rete di associazioni, ha sottoposto alla Ministra Azzolina e alla politica tutta.

In conclusione, la fase 1 è stata caratterizzata, in Piemonte come a livello nazionale, dalla responsabilità da parte delle opposizioni, degli organi di stampa e in generale dei cittadini: di fronte a un’emergenza di questo tipo è stato necessario fare un passo in dietro e lavorare per il bene del Paese, senza alzare i toni, ma con la ripartenza bisogna ritornare a essere “massa critica” facendo sentire la propria voce. Lo sottolineano i nostri politici, ma anche Anna Mastromarino, costituzionalista, preoccupata che certi confini che sono stati compressi, per far fronte a un problema straordinario, permangano anche in futuro, creando un precedente. <<È ovvio che alcune libertà personali sono state compresse per far fronte a un problema più grande, così come è stato necessario il ricorso ai DPCM, ma adesso bisogna tornare alla normalità democratica.>>

Come movimento guardiamo al futuro con l’eredità che ci ha lasciato il Covid-19. Tutto quello che è accaduto ha a che fare con la capacità di visione e la stipulazione di un patto di convivenza tra le Nazioni, che per noi è la creazione della Repubblica d’Europa. Visione che portiamo avanti con la campagna ONEurope: same rights, one Republic. <<Benvenuti in Italia farà la propria parte nella Storia se contribuirà ad innescare il processo costituente europeo>> afferma Davide Mattiello, presidente della Fondazione Benvenuti in Italia, nelle conclusioni.