14 maggio 2011

Crollo al Darwin, la Provincia offre sei milioni alle famiglie

per il crollo del soffitto del liceo Darwin sono cominciate trattative risarcitorie milionarie nei confronti della famiglia di Vito Scafidi, lo studente di 16 anni che perse la vita, e del suo compagno Andrea Macrì che invece rimase paralizzato. La somma che la Provincia è pronta a mettere a disposizione, attraverso l’assicurazione Generali, si aggirerebbe tra i cinque e i sei milioni di euro complessivi, tenendo conto che un milione di euro è già stato dato (e accettato) dalle due famiglie: 500 mila euro era stata infatti l’offerta spontanea dell’ente ancor prima che cominciasse il processo. Ieri mattina l’avvocato difensore Alberto Mittone ha spiegato al giudice che le trattative erano in corso e l’udienza è stata quindi rinviata al 30 maggio per concludere l’accordo che permetterà ai quattro funzionari della provincia imputati (gli altri tre sono i professori responsabili della sicurezza della scuola) di alleggerire la loro posizione in caso di condanna, ma al tempo stesso le parti civili usciranno dal processo ritirando la loro costituzione. Con la famiglia Macrì l’accordo sarebbe già stato raggiunto. Sono ancora in alto mare invece le trattative con i genitori di Vito, straziati dal dolore. “Se anche arrivassimo a un risarcimento  –  ha commentato l’avvocato Renato Ambrosio che li assiste insieme al collega Luigi Giuliano  –  bisogna vedere se la famiglia accetterà i soldi. Prima di trattare qualsiasi cifra dobbiamo discutere dei diritti violati: questo caso è di una gravità particolare, deve essere individuato un “danno esemplare” che deve servire di monito affinché non si corra mai più un rischio di questo tipo”. “La condanna deve essere individuata  –  ha aggiunto il legale  –  ma anche il risarcimento deve essere esemplare perché solo così per questi genitori potrà esserci un piccolo senso di giustizia. E’ vero che non esiste una morte diversa dall’altra, ma nessuno può immaginare di accompagnare un figlio a scuola e che quando suona la campanella lui non tornerà più. E’ stato un evento a cui erano impreparati, non se lo potevano proprio immaginare e per questo non sono mai riusciti ad elaborare la loro perdita”.

Fonte: La Repubblica