11 November 2020

Caro Vito, ti scrivo

Anche se il soffitto non crolla, io non mi sento sicuro!

Le riflessioni degli educatori del progetto Scu.Ter di ACMOS

 

Il 22 novembre ricorre la Giornata Nazionale per la Sicurezza Scolastica riconosciuta dopo anni di movimentazione sociale e azioni educative fuori e dentro le scuole a partire dal tragico evento del 22 novembre 2008 che ha visto la morte del giovane Vito Scafidi. 

Da anni parliamo di sicurezza e scuole pensando all’edilizia, ma anche alle relazioni, al contesto in cui insistono le scuole e al benessere della popolazione scolastica. E quest’anno questi significati sono ancora più radicati. 

Scuola e mezzi pubblici

Invece di aumentare concretamente le corse dei mezzi pubblici per consentire trasporti sicuri ci si è limitati a stabilire un tetto massimo di capienza, senza provvedere alla reale possibilità di permettere agli studenti di muoversi in sicurezza nel tragitto casa-scuola. Non si sono investiti fondi sul trasporto pubblico scolastico o chiedendo aiuto alle aziende private, quindi si è tagliato indirettamente sul diritto allo studio e sul confronto scolastico degli studenti delle scuole superiori. 

Scuola e benessere

La scuola, tra le altre cose, è il luogo che adempie al bisogno sociale di avere un luogo sano di crescita per gli individui della comunità in formazione: bambini e ragazzi hanno bisogno di un ambiente comunitario pronto a favorire il confronto con gli altri e con le proprie insicurezze e bisogni che possono diventare bisogni collettivi. La sicurezza è centrale nella scuola non perché i suoi protagonisti siano deboli e da proteggere, ma perché in fase di creazione di sé stessi e del mondo circostante che iniziano ad approcciare attivamente in un processo di autodeterminazione che li porta a definirsi al di là degli adulti. 

La scuola non può e non deve essere spazio di ansia e angoscia volto al raggiungimento di ritmi e/o obiettivi che studenti e studentesse non ritengo propri, che non rappresentano talvolta i loro desideri. La scuola non deve essere un “focolaio” di dinamiche sociali escludenti, poco aperte e accoglienti. 

Scuola e bellezza

Oggi abbiamo la necessità di percepire e vedere la scuola non solo come un luogo sicuro, ma anche come un luogo bello, in cui ho voglia di andare e averne cura perché è uno spazio che rispetto. Ci sono tante piccole situazioni che possono essere potenzialmente pericolose e sono legate all’incuria e a una scarsa cultura del bene comune, come i banchi e le sedie rotte, le porte e le macchinette sfondate, il giardino pieno di mozziconi di sigaretta…più questi elementi si accumulano e più la scuola appare come un luogo degradato, del quale non prendersi cura. A fronte di tutto ciò viene da chiedersi come deve cambiare il modo che abbiamo di vivere gli spazi comuni, sia quelli scolastici che non, quali regole darsi come comunità e come fare in modo tutti ne sentano la responsabilità.

Scuola ed emergenza sanitaria

Questa emergenza ci ricorda ancora una volta quanto sia importante mettere a norma gli edifici e investire nella scuola. Molti problemi o molte questioni emerse in questo periodo erano presenti già da tempo nella scuola italiana e viene da chiedersi perché in alcuni casi non si riesca a risolverle fino in fondo prima? Parlare di sicurezza scolastica vuol dire questo: mettere la scuola al primo posto e gestire al meglio tutti gli elementi che la circondano affinché non mettano a repentaglio la sua funzione educativa – e non solo formativa – che non è replicabile su meet.

Continueremo a chiederci come essere noi corresponsabili insieme agli studenti della sicurezza nelle loro e nostre scuole perché insieme si possa essere protagonisti di questa Memoria e di questa storia chiedendo a gran voce scuole più sicure. 

Le anguille del progetto Scu.Ter di ACMOS

Leggi le testimonianze arrivate in risposta alla mobilitazione in vista del 22 novembre: “Caro Vito, ti scrivo…”