12 January 2021

Assalto al Parlamento e scudi costituzionali: USA e Italia a confronto

 

Lunedì 18 gennaio, ore 21:00
Online sui canali Facebook e YouTube della Fondazione Benvenuti in Italia

Siamo rimasti tutti attoniti di fronte alle immagini che provenivano da Washington lo scorso 6 gennaio, quando i manifestanti pro Trump hanno assaltato il Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti d’America. Non eravamo preparati a vedere quelle immagini e abbiamo fatto fatica a comprendere cosa stesse succedendo.

Gli Stati Uniti d’America sono spesso definiti, a torto o a ragione, la “più grande democrazia al mondo”, con una forma di governo presidenziale. La stessa forma di governo largamente diffusa, per esempio, in tutto il Sud America dove, però, le scene di Washington si sono già verificate in passato, anche in forma molto più violenta, e dove non è raro che i Presidenti esercitino il potere in modo autoritario e populista, basti pensare al Brasile di Bolsonaro o al Venezuela di Maduro.

Ma come è stato possibile che una protesta di questo tipo si sia verificata proprio negli Stati Uniti?

La forma di governo presidenziale, abbiamo detto, è tipica dell’America (del nord e del sud), ma negli USA c’è sempre stato equilibrio tra il Presidente e le altre istituzioni democratiche. Questo equilibrio si è incrinato durante la presidenza Trump che ha delegittimato la cultura democratica e pluralista, grazie a discorsi populisti che hanno fatto presa sulla rabbia delle persone.

La domanda che sorge spontanea, quindi è: sarebbe possibile un evento del genere anche in Italia?

Nel nostro Paese la democrazia è esercitata attraverso un sistema parlamentare che ha più difese contro il pericolo di una deriva autoritaria, primo tra tutti il fatto che Presidente del Consiglio rimane in carica finchè ha l’appoggio del Parlamento.

Tuttavia negli ultimi anni il sistema parlamentare è stato più volte messo in discussione, per via di una presunta “lentezza” della macchina decisionale. Inoltre il populismo è entrato a far parte anche della nostra dialettica politica, lasciando spazio a discorsi d’odio e spostando sempre più in là l’asticella della “decenza politica”.

Neanche l’Italia è dunque al riparo dal pericolo che la cultura democratica venga travolta, perchè non è solo l’ordinamento giuridico a salvaguardare la democrazia, ma anche il rispetto del pluralismo e delle istituzioni. Una cultura che dobbiamo impegnarci a salvaguardare.

Di tutto questo parleremo con Anna Mastromarino, docente di diritto pubblico comparato presso UniTO, il 18 gennaio, in diretta sui nostri canali.

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