3 novembre 2016

XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente

legambiente

 

Oggi, giovedì 3 novembre, in occasione di “Scuola Innova – Primo forum sull’edilizia scolastica” è stato presentato il XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente. Alla presentazione, moderata da Stefani Ciafani, direttore generale di Legambiente e da Vanessa Pallucchi, responsabile scuola e formazione dell’associazione, sono intervenuti, tra gli altri: Rossella Muroni, presidente di Legambiente, Claudia Cappelletti, coordinatrice dell’indagine, Barbara Degani, sottosegretario Ministero dell’Ambiente, Laura Galimberti, coordinatrice struttura dell’Unità di missione per l’edilizia scolastica presso il Consiglio dei Ministri, Cristina Giachi, presidente della Commissione Istruzione, Politiche Educative ed Edilizia Scolastica Anci, Pierluigi Mottinelli, responsabile nazionale Upi per l’edilizia scolastica, Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Camera dei Deputati.

Tra le priorità, secondo l’associazione, la semplificazione: “Occorre accelerare la riqualificazione completando l’anagrafe scolastica, semplificare le linee di finanziamento, supportare i Comuni cambiando il ruolo della Struttura di missione”. Ma non solo: Legambiente sottolinea che, se da una parte sono 7,4 i miliardi stanziati per l’edilizia scolastica e 27.721 gli interventi già avviati, le riqualificazioni procedono troppo lentamente.

Vi sono però anche altri problemi: dall’analisi emerge che il 65,1% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974 e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991). Il 40% delle scuole si trova in aree a rischio sismico e il 3% in aree a rischio idrogeologico. Sul rischio sismico, oggi al centro delle polemiche dopo i diversi sismi che hanno colpito l’Italia, Rossella Muroni, presidente di Legambiente, si esprime così: “Il terremoto di Amatrice, che ha provocato il crollo di un edificio scolastico su cui erano stati realizzati nel 2012 interventi di ristrutturazione per 700mila euro, e il sisma dello scorso 30 ottobre, ci ricordano drammaticamente quanto sia urgente partire da queste due priorità, fissando obiettivi chiari negli interventi, per avere edifici più sicuri e adeguati alle esigenze delle persone che li abiteranno. Per questo chiediamo al Governo di partire subito con un piano di messa in sicurezza di tutte le scuole nelle aree 1 e 2 di rischio sismico”. Su questo fronte, anche se cresce la percentuale media degli edifici che hanno effettuato verifiche di vulnerabilità sismica, che passa da circa il 25% dello scorso anno al 31%, rimane troppo bassa la media nazionale di quelli costruiti secondo criteri antisismici, meno del 13%.

“Le scuole italiane – ha dichiarato ancora Rossella Muroni – possono e devono diventare un grande cantiere di innovazione diffusa, uscendo così da una situazione di arretratezza e insicurezza, di sprechi in bolletta, per restituire alle città e agli studenti spazi sicuri e adatti a una moderna didattica”.

Inoltre, oltre ai classici indicatori indagati da Legambiente, quest’anno ne sono stati aggiunti alcuni nuovi: tra le novità più interessanti è stato raccontato l’uso dei dati sulle indagini diagnostiche, gli interventi ai solai delle scuole, la classe energetica degli edifici scolastici e la presenza di reti cablate, per restituire così un quadro ancor più completo. Su 5.861 edifici, il 39,4% necessita di interventi di manutenzione urgenti.

Come ogni anno, infine, Legambiente ha stilato una classifica delle città “più virtuose” sotto il profilo dell’ecosistema scolastico: quest’anno a conquistare il podio della classifica è Piacenza, mentre Trento, lo scorso anno prima, diventa terza. Al secondo posto la città di Parma.

Il rapporto di Legambiente è uno tra i più quotati a livello nazionale per il monitoraggio dell’attuale situazione negli edifici scolastici nazionali: per questo la sua presentazione a venti giorni dalla Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole è di fondamentale importanza. Continuare a studiare, monitorare e elaborare strategie per risolvere le problematiche sono infatti le attività principali che anche il Fondo Vito Scafidi si propone, perché il futuro delle nostre scuole sia sempre più sicuro.