1 gennaio 2018

Tanti Auguri, Costituzione!

Nell’ultimo anno ci siamo interrogati sulla relazione tra lavoro, uomo, terra, cibo, energia, guerre globali.
I nostri ragionamenti, che coinvolgono tutte le sigle del nostro movimento e anche alcuni buoni compagni di strada, stanno germogliando in progettualità concrete che vedranno la luce nei prossimi mesi e che si fondano su un manifesto, redatto in maniera partecipata.
Di questo manifesto scegliamo di pubblicare alcuni passi oggi, in anteprima, in occasione del 70 anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana.

1 gennaio 1948/1 gennaio 2018: questa è la nostra risposta alla complessità ed alla fragilità del rapporto tra natura, lavoro ed esseri umani.
Perché “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” e vogliamo viverla, spendendoci per migliorarla, legando  l’Io al Noi, per rimarcare la centralità dell’uomo indissolubilmente legato all’ambiente in cui esiste.

 

Ma oggi sentiamo il bisogno di contribuire ad un nuovo patto costituzionale planetario, per costruire il quale gli Stati Nazionali sono ineludibili pretesti e l’unità Europea una condizione semplicemente necessaria. La nostra Patria è l’Umanità.

 

 

“Terra, lavoro, esseri umani. Il loro equilibrio è fragile, oggi più che mai.
Dietro al concetto superficiale di benessere e di libertà individuale si maschera una continua lotta di prevaricazione per la soddisfazione del proprio interesse egoistico.
In questo sistema tossico sono soffocati gli esclusi dal benessere, cui sono sistematicamente negati la possibilità di rendersi conto delle ragioni della propria oppressione e i mezzi per liberarsene; sono soffocati anche i salvati, consapevoli dell’illusione del benessere consumista senza esser capaci di rinunciarvi, imprigionati nel paradosso di uno stile di vita che si mantiene sull’ingiustizia e sullo sfruttamento; sono soffocate anche le generazioni di domani che troveranno compromessa la propria vita da pericoli ambientali generati dall’uomo stesso.
Vogliamo sperimentare risposte alternative e mettere in pratica modelli concreti, seppur parziali e imperfetti, che rielaborino profondamente, qui e ora, i rapporti di convivenza tra gli uomini, e ricuciano in chiave sostenibile il rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
Un progetto che riesca a far convivere le esigenze e le potenzialità del contesto urbano con la sensibilità rurale della campagna, attraverso la contaminazione e il dialogo. Vogliamo conciliare da un lato la produzione, la gestione e la distribuzione equa delle risorse, uno sviluppo armonico rispetto ai ritmi dell’ambiente e alla circolarità degli ecosistemi, con modelli di produzione e opportunità di lavoro che siano fondati sul valore sociale e ecologico e con uno sviluppo scientifico e tecnologico a servizio della collettività.

Non vogliamo fuggire ma immergerci nelle contraddizioni della realtà, e attraverso un diverso modo di stare al mondo essere generatori di perché e leve di cambiamento, in una vitale e permanente dimensione educante, che diventi una fertile testimonianza esistenziale e politica.”

Tanti Auguri, Costituzione!