30 settembre 2012

Appello a Profumo

La Storia delle religioni: disciplina curricolare contro i fondamentalismi e per la creazione di una cittadinanza consapevole 

Al Ministro Profumo chiediamo il coraggio di proporre una sperimentazione nazionale, nonostante le critiche e le difficoltà.

Negli scorsi giorni abbiamo ascoltato interessanti dichiarazioni del Ministro Francesco Profumo, sull’importanza di affrontare anche didatticamente il tema religioso in ottica trasversale e plurale.

Nella nostra società la religione occupa uno spazio importante ed è rintracciabile in forme di credenza variegate e difformi. Le differenze religiose –uno degli aspetti del pluralismo culturale- restano fonte di polemiche e difficoltà sia nel garantire l’uguaglianza nella scuola, sia nel facilitare la partecipazione alla vita politica e culturale della società, sia nell’impegno di creare un sentimento di cittadinanza condivisa. Più precisamente, le questioni riguardanti la religione a scuola testimoniano l’estrema complessità e la natura particolarmente delicata dei problemi in causa e confermano la necessità che nel sistema educativo siano trattate le religioni.

L’avviamento alla conoscenza storica delle religioni è uno strumento fondamentale di educazione alla cittadinanza globale ed è un antidoto contro derive fondamentaliste e violente.

L’analfabetismo religioso diffuso è un ostacolo nella costruzione della cultura della cittadinanza responsabile. In Italia, a differenza di altri paesi d’Europa, manca un sapere storico-religioso diffuso, perché la scuola non ha attivato questo ambito che pure è riconosciuto come priorità educativa in Europa.

Benvenuti in Italia crede che sia importante l’attivazione curriculare di un corso di storia delle religioni: il contesto religioso deve essere riconosciuto ed elaborato come prodotto culturale ed oggetto di analisi storica, come una delle chiavi interpretative della storia umana. Il tema del pluralismo religioso è senza dubbio uno dei più delicati, perché coinvolge l’identità profonda dei singoli, delle famiglie, delle comunità e della Comunità statale, che nella scuola si esplica. 

A Torino e Roma in questi anni si sono svolte alcune sperimentazioni, che sono state sostenute dal Ce.se.di -Provincia di Torino-, la Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, il Ministero delle Pari Opportunità, il Tavolo Interreligioso di Roma, la Tavola OPM della Chiesa Evangelica Valdese, numerose scuole elementari, scuole medie e alcuni istituti superiori. Riteniamo che da queste sperimentazioni si possa passare a una sperimentazione nazionale, che dia il giusto spazio alla storia delle religioni come elemento fondamentale per l’educazione alla cittadinanza responsabile. 

Siamo felici quindi che finalmente questo approccio abbia avuto rilevanza pubblica e politica a livello nazionale e speriamo che il Ministro, nonostante le accese critiche, abbia il coraggio di procedere in questa direzione, come possibilità per rendere il nostro Paese davvero Europeo.

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