16 novembre 2012

DeRev(olution)

Un articolo di Elena Falco – Abbiamo visto la rivoluzione passare per il web in varie forme, ultima la primavera araba. Ma per la prima volta un social network nasce apposta per farla. Anzi, farle: rivoluzioni culturali, politiche, tecnologiche e ambientali avranno, a partire dai prossimi giorni, a disposizione DeRev, nato da una startup italiana con base a Napoli. Basta registrarsi, per avere a disposizione gli strumenti per far conoscere e finanziare la propria idea di cambiamento. Servirà a fare networking, permettendo di mettersi in relazione con organizzazioni e persone con scopi comuni ai propri, ma anche a scopi più concreti.

DeRev, abbreviazione di De Revolutione, avrà una piattaforma di crowdfunding analoga a Kickstarter, tramite la quale si potranno anche chiedere materiali e oggetti. Più la raccolta di assensi tramite petizioni online, e la possibilità di portare avanti una “rivoluzione generale”, mantenendo costante la diffusione delle proprie idee, attraverso conferenze audio e video in streaming – simboleggiato da una cassetta della frutta, simile a quella da cui parlano gli oratori freelance di Hyde Park.

I progetti postati su DeRev saranno a tempo determinato, tranne la rivoluzione generale. Applicabile anche alla democrazia partecipata, prevede l’obbligo di spiegare perché una determinata proposta è stata accettata o rifiutata. Il progetto ha già vinto VulcanicaMente, ed era stato presentato ad aprile alla TEDx di Napoli, la versione locale delle più esclusive TED americane.

Il fondatore, Roberto Esposito, a 27 anni ha già una discreta carriera in primati. Ha messo in rete il primo sito a 14 anni e postato la nota più commentata di Facebook – un semplice “Questo sarà il post più commentato di Facebook”, che ha sfondato i 500mila commenti, battendo il record della multinazionale Zinga (292mila commenti), dimostrando il primato social di Davide contro Golia. E ha aperto crashdown.it, un blog di commento a notizie di attualità, con i 50 euro necessari a registrare il dominio, per poi rivenderlo a 15mila un anno dopo. Una sensibilità agli investimenti utile anche in questo caso. DeRev è stato finanziato dai business angel di Vertis Venture, per la cifra importante di 1 milione e 250mila euro, sufficienti a pagare gli stipendi degli 8 dipendenti e l’affitto nella sede di un palazzo antico nel centro di Napoli. Ottenuta ad un prezzo stracciato, a patto di pulirne gli interni abbandonati da un cinquantennio.

 

La rivoluzione pagherà: il guadagno arriverà da percentuali del 3 o dell’8 per cento sulle donazioni alle associazioni, e pubblicità accuratamente selezionata dal team che anima la startup. Non è ancora possibile vedere la piattaforma in azione, ma si può già lasciare il proprio indirizzo mail, ricevendo una rassicurazione di essere messi in lista per entrare. Su Facebook, il profilo del progetto ha già 33mila likes, e decine di commenti impazienti. Fra i supporter dichiarati, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, che prospetta su Twitter un utilizzo ai fini di facilitare la democrazia partecipata.