10 settembre 2013

Ritorno a scuola?

 

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 Articolo di Camilla Cupelli

 

Oggi la campanella di inizio anno è suonata in tutta la provincia torinese, riportando orde di bambini e ragazzi fra le mura dei loro edifici scolastici. La condizione di tali edifici, però, non è sempre delle migliori.

È degli scorsi giorni, infatti, la notizia della chiusura di sei asili nel Comune torinese, scuole che non potranno aprire i battenti nei tempi previsti, con ritardi che arrivano anche a sforare, secondo le previsioni, ad ottobre. La notizia lascia sconcertati  perchè quasi quattrocento bambini non possono accedere ai loro edifici scolastici: se l’inserimento al primo anno è sempre molto complesso, sembra che quest’anno per qualche bambino lo sarà di più.

 

Ma qual è il motivo di tale chiusura? A chiedere, con una circolare, l’apertura posticipata dei sei asili è l’Assessore Mariagrazia Pellerino, che segnala il pericolo di caduta di polveri dal soffitto. Il problema della lana di vetro era esploso lo scorso anno, coinvolgendo l’Istituto superiore Copernico. Non riuscendo a contattare direttamente l’Assessore, riceviamo notizie dallo staff: pare che, dopo la caduta di polveri dello scorso anno, il Comune di Torino abbia avviato una serie di perizie per effettuare un catasto degli edifici di proprietà comunale – tutti, non soltanto gli asili – per verificare lo stato della coibentazione dei soffitti. La situazione sembra essere stata chiara soltanto a metà agosto, momento in cui è stato dato lo stop all’apertura dei sei asili in questione, con l’avviamento dei lavori.

Nessun rischio di crollo, avevano detto dall’assessorato. In effetti nei sei edifici pare non essere crollato nulla: il pericolo era relativo alla tenuta della coibentazione e non a possibili crolli. Ma ieri gli asili comunali subiscono un altro danno: è di ieri mattina la notizia che nella scuola materna Villa Genero sia crollato parte del soffitto, mettendo nuovamente in allarme le famiglie.

 

La storia della sicurezza scolastica nel torinese ha purtroppo un tragico precedente: il 22 novembre 2008 crollò parte del soffitto di un’aula del Liceo Darwin di Rivoli, episodio che costò la vita al giovane Vito Scafidi e ferì alcuni compagni. Entro ottobre si attende la relativa sentenza di appello.

 

La situazione provinciale, però, sembra migliorata. Gli Istituti superiori si trovano infatti sotto la giurisdizione della Provincia di Torino, e non del Comune, e sembra che qualcosa si stia muovendo. Nonostante lo scorso anno avessimo svolto una ricerca per capire dove fossero i fondi promessi dal CIPE nel 2010, ed avessimo ricevuto da Comuni e Province solo risposte deluse e amareggiate, pare che qualcosa sia cambiato. Il Presidente Antonio Saitta ha rilasciato giorni fa dichiarazioni in proposito, segnalando che durante l’estate sono stati svolti diversi lavori per la messa in sicurezza degli istituti. Certo sembra difficile immaginare una progettazione, anche e soprattutto per l’incertezza che vive l’esistenza delle provincie in questi mesi, ma sembra che qualche passo avanti sia stato fatto.

È inoltre di ieri la notizia dell’approvazione del decreto proposto dal Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza abbia messo a regime quattrocento milioni di euro per le scuole italiane, che andranno in favore del welfare studentesco: diritto allo studio, dispersione scolastica, tecnologia e libri di testo sono solo alcuni dei temi interessati; per il 2013 si prevede uno sblocco di almeno 13 milioni di euro.