4 gennaio 2018

Presentazione del Rapporto sulle Agromafie a Ivrea


Il rapporto contiene un capitolo dedicato al Protocollo delle Arance Frigie, l’accordo che promuove la cultura della legalità e il contrasto al caporalato nella filiera delle arance dello Storico Carnevale di Ivrea

 

A pochi giorni dall’inizio dello Storico Carnevale, giovedì 11 gennaio alle ore 21.00, il Polo Universitario Officine H di via Monte Navale 2, a Ivrea (TO), ospiterà una serata di riflessione e confronto a partire dalla presentazione del 5° Rapporto di Coldiretti e Eurispes sulle Agromafie in Italia. Il documento descrive e denuncia la filiera del cibo che finisce quotidianamente sulle nostre tavole: dalla produzione al trasporto, fino alla distribuzione e alla vendita. Un giro d’affari enorme che pertanto attrae sempre di più l’interesse delle organizzazioni criminali, tanto che il volume d’affari annuale delle agromafie è stimato a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno.

La serata è organizzata dai firmatari del Protocollo Arance Frigie, ovvero il Comune di Ivrea, la Fondazione dello Storico Carnevale d’Ivrea, l’Associazione Aranceri, la Fondazione Benvenuti in Italia e Libera Piemonte.
Ne discuteranno:
Gian Carlo Caselli, già magistrato e Presidente dell’Osservatorio sulle Agromafie di Coldiretti
Roberto Moncalvo, Presidente Nazionale di Coldiretti
Davide Mattiello, Deputato e membro della Commissione parlamentare Antimafia

All’interno del rapporto è presente un capitolo dedicato alle “Best practice” messe in atto in Italia per contrastare l’infiltrazione delle mafie nella filiera produttiva agroalimentare e tra queste è citato il protocollo delle arance frigie, un accordo firmato nel 2015 che garantisce che le arance utilizzate nello storico Carnevale di Ivrea siano certificate, ovvero libere dallo sfruttamento e dal caporalato, una pratica sempre più diffusa nelle campagne italiane dove i lavoratori, il più delle volte stranieri, vengono sfruttati, malpagati, non contrattualizzati e spesso ridotti in semi-schiavitù.