Sono due le linee guida delle ricerche condotte da Benvenuti in Italia, entro le quali si stanno strutturando progetti di studio, ricerca teorica e empirica:
1. Le nuove forme della politica.
Per tutto il corso dell’Ottocento e del Novecento l’attività politica è rimasta, soprattutto in Italia e nell’Europa continentale, appannaggio dei partiti politici. Non così in America, dove la presenza di gruppi di interesse si è ulteriormente rafforzata negli ultimi decenni, con l’emergere di sempre più importanti (e influenti) fondazioni, centri studio e think tanks, che affiancano l’attività di ricerca a quelle di indirizzo e di lobbying, e che in numerosi casi influenzano direttamente la politica nazionale e internazionale degli Stati Uniti.
In Italia la nascita dei think tanks è certo più recente e molti di essi sono tutt’ora emanazione diretta o indiretta di un partito o di una corrente partitica. Assistiamo però negli ultimi anni a una crescita in numero e qualità di questi centri di ricerca e di advocacy, nonché alla nascita e allo sviluppo di think tanks indipendenti. Consapevole dell’importanza di queste realtà, Benvenuti in Italia ha avviato un innovativo progetto di RicercAzione per analizzare e sperimentare nuove forme di agire civico e politico al di fuori delle dinamiche partitiche.
Il lavoro dei ricercatori riguarda la realtà locale torinese/piemontese, lo scenario italiano e alcune rilevanti esperienze estere, in un’analisi comparata di alcune campagne di successo promosse da think tanks e centri studi, approfondendone forme di comunicazione, dinamiche di coinvolgimento e modalità di gestione.
I risultati della ricerca costituiranno, fin dalle sue prime fasi, le basi per lo sviluppo di un agire pratico, promosso dai sostenitori di Benvenuti in Italia impegnati nel lancio di nuove modalità di ideazione, promozione e gestione di iniziative politiche, culturali e sociali di interesse generale.
Responsabile scientifico: Francesco Regalzi
Progetti in corso:
* Progetto di studio sulla definizione delle nuove forme della politica (Università degli Studi di Torino)
2. La religione civile
Esiste oggi una religione civile in Italia? E’ mai esistita?
Pensando alla storia italiana degli ultimi 150 anni, la domanda relativa all’esistenza di una religione civile implica il dover individuare i dispositivi che hanno tenuto e tuttora tengono insieme la società italiana. Tra le varie possibilità di interpretazione del nesso “religione civile”, intendiamo con esso l’insieme di simboli e di valori che legano (religare in latino significa legare, tenere uniti) gli individui, creando un senso di appartenenza a un organismo più ampio che è la società civile.
Il ricorso al concetto di religione è un modo di esprimersi radicato nella cultura italiana, e anche se il suo risvolto ha avuto dei riflessi all’interno dell’Europa, certamente non sarebbe un termine che si potrebbe pronunciare in modo limpido in altri popoli. Da un punto di vista storico non si può infatti negare il ruolo che la religione cristiana cattolica ha svolto, strutturando la pratica di fare riferimento a simboli, valori e all’etica per descrivere i consessi umani. Ci serviamo dunque di questa pratica per fare un passo oltre, svuotando il termine religione di ogni senso confessionale, ancorandolo invece a una società laica e plurale, anche dal punto di vista religioso e trattenendo la sua implicazione con i dispositivi simbolici e valoriali. Ce ne serviamo non soltanto per descrivere il nostro consesso umano, la Repubblica democratica italiana, ma anche per immaginare un modello da seguire e una norma da rispettare, al fine di creare un vissuto politico in cui ci sentiamo all’agio a operare.
Alcune questioni sono state il punto di partenza della nostra riflessione:
- Esiste oggi in Italia qualche cosa di paragonabile alle versioni standard di religione civile, in riferimento alla meccanica di formazioni –trasferimento di sacralità dalle confessioni religiose tradizionali al sistema politico– e alla funzione da queste assolta –legittimazione di una comunità politica tramite intensificazione dei vincoli e rafforzamento della qualità della sua integrazione?
- E’ in grado il mondo italiano di rispondere a una esigenza contemporanea senza incagliarsi nella una sedimentata refrattarietà storico-culturale alle istanze precipue della laicità?
- E’ possibile (ri)costruire una religione civile che sia collante politico per la società laica e plurale in cui desideriamo vivere?
Attorno all’espressione “religione civile” gravitano una serie di progetti che hanno come termini chiave: Cittadinanza e pluralismi; laicità; educazione e scuola; trasmissione di saperi valori e prassi.
Responsabile scientifico: Maria Chiara Giorda
Progetti in corso:
* Progetto di studio sulla definizione e senso politico della “religione civile” (Università degli Studi di Torino)
* Progetto di studio sui manuali in uso nella scuola italiana (Università degli Studi di Torino)
* Progetto di studio sul pluralismo culturale e religioso a scuola (Università degli Studi di Torino)
* Sperimentazioni di storia delle religioni nelle scuole elementari e superiori (Tavola 8×1000 Valdese; Consulta per la laicità delle Istituzioni)
* Progetto di studio delle influenze religiose nel linguaggio, nella teoria e nelle pratiche economiche (Università degli Studi di Torino; Sei casa editrice)
* Ricerca empirica sul dato multi religioso nel settore economico (Università degli Studi di Torino; Sei casa editrice)
* Progetto di studio su salute e comunità culturali-religiose (Azienda sanitaria Molinette di Torino; Università degli Studi di Torino; Comitato Interfedi di Torino)
* Progetto sulla ricaduta e il rispetto del dato multi religioso negli spazi pubblici (Centro interculturale di Torino; Osservatorio sul pluralismo religioso a Torino)
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