1 febbraio 2017

Orange is the new black e Benvenuti in Italia

 

di Marco Stranisci

Sabato 28 dicembre, il Comitato Scientifico di Benvenuti in Italia e la Fondazione Bruno Kessler hanno presentato una ricerca in occasione della sesta conferenza AIUCD, l’evento annuale organizzato dall’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale. Questa è stata l’occasione per continuare a sviluppare il lavoro di analisi della serie televisiva Orange Is The New Black (OITNB) attraverso l’uso di strumenti di Natural Language Processing iniziato in occasione del Religion Today Film Festival.

 

Il nostro lavoro di ricerca: la metodologia

Per presentare questo lavoro abbiamo messo insieme tre diversi settori della ricerca: la semiotica, gli studi religiosi e la linguistica computazionale. Abbiamo scaricato i sottotitoli delle prime tre stagioni di OITNB e, attraverso l’uso di Keyprhase Digger, strumento informatico sviluppato dalla Fondazione Bruno Kessler, abbiamo ottenuto le espressioni-chiave più ricorrenti di questa serie. Quindi, abbiamo analizzato i risultati prendendo le mosse dai riferimenti teorico-metodologici della semiotica e degli studi religiosi. I risultati saranno pubblicati negli atti della conferenza appena svolta e, in maniera più estesa, in un Quaderno di Benvenuti in Italia di prossima uscita.

Perché a Benvenuti in Italia interessano le serie televisive?

I servizi che offrono opere in formato seriale stanno conquistando ampie fasce di mercato, proponendo nuove modalità di fruizione dei linguaggi video e, contemporaneamente, prodotti culturali innovativi, che è ormai riduttivo chiamare “telefilm”. Da un lato, infatti, alcune di queste opere non hanno più a che fare strettamente con la televisione; dall’altro lato, sono sempre di più i lavori concepiti come “film lunghi”, opere di ampio respiro semplicemente suddivise in capitoli, che veicolano contenuti rilevanti a livello sociale. OITNB, oggetto della ricerca presentata alla conferenza AIUCD, è un esempio di questa trasformazione: prodotto originale Netflix, la serie racconta le vite di alcune detenute nell’immaginario carcere americano di Litchfield, mettendo in luce un vasto numero di problemi culturali, religiosi e politici connessi al sistema di detenzione americano. Non si tratta, quindi, di un’opera di puro intrattenimento, ma di un prodotto capace di veicolare contenuti di denuncia a un ampio numero di spettatori (6,7 milioni nei tre giorni di lancio dell’ultima serie) e di fornire un orientamento politico su contenuti chiave delle democrazie contemporanee, senza passare dai canali tradizionali dell’elaborazione culturale. In questo senso OITNB (e, più in generale, le serie) offre importanti spunti di riflessione che, se studiati con un metodo di ricerca ben delineato, possono gettare luce su alcuni importanti aspetti della nostra società.

Possibili sviluppi futuri

Oltre al Quaderno in cantiere, il Comitato Scientifico sta ragionando sulla possibilità di analizzare altri prodotti seriali, strutturando un modo di lavorare utile ad affrontare altri temi di cui si occupa la fondazione. Si pensi, per esempio, alle serie e mini-serie di mafia. Inoltre, si stanno progettando attività di ricerca basate sull’uso di strumenti per l’analisi automatica del linguaggio, proseguendo così il filone di attività inaugurato con la ricerca sul dibattito online dedicato alla Buona Scuola.