26 Aprile 2019

#oppureAnna: per un’Europa costituente


Quelle del 26 maggio saranno elezioni epocali per chi crede nell’Unione Europea.

È per questo che non ho dubitato nell’accettare la proposta del Partito Democratico a candidarmi per entrare a far parte del Parlamento Europeo.

Del resto la mia passione per lo spazio europeo, che è uno spazio politico prima che geografico, non l’ho mai nascosta, così come ho sempre detto che se c’è una battaglia che oggi vale la pena combattere è quella dedicata alla realizzazione dell’Europa unita. L’ho sostenuto con forza nel volume “La Repubblica d’Europa” (ADD, 2019) in un collettivo di amici, di compagni di viaggio, che abbiamo voluto denominare ISAGOR (bisognerà andarsi a leggere il libro per capire cosa nasconda questo acronimo dai toni cavallereschi. Non svelerò qui l’arcano!); continuo a ripeterlo con convinzione in questi giorni di campagna elettorale in cui al centro c’è un progetto, prima che la persona.

Il progetto è quello di un’Europa capace di ritrovare entusiasmo e forza per riprendere la strada dell’integrazione costituzionale… Un’Europa costituente, il cui motore propulsore devono essere i cittadini attraverso il Parlamento europeo.

Il tempo dei piccoli passi, della cooperazione tra Stati si è esaurito fagocitato dalla globalizzazione fuori controllo, da una parte; soffocato dai nazionalismi (…oggi va di moda dire “sovranismo”, ma non vi è differenza), dall’altra.

Oggi è arrivato il tempo del protagonismo dei cittadini europei; è il tempo di risposte forti e concrete su temi quali la disuguaglianza, l’immigrazione, il cambiamento climatico

Sono temi cruciali: questioni alle quali solo un soggetto di ampia estensione geografica quale è l’Europa può trovare risposte; alle quali solo un soggetto politico sovrano quale deve divenire l’Europa può trovare soluzioni integrate. Solo la dimensione europea, infatti, consente la costruzione di uno spazio di diritto la cui scala di grandezza risulta adeguata ad arginare le enormi, mortali disuguaglianze che la globalizzazione porta con sé; solo la dimensione europea può ambire a trasformare la globalizzazione in una occasione per tutti obbligando i colossi multinazionali del mercato a condividere e redistribuire la ricchezza acquisita; solo la dimensione europea può rappresentare lo scenario in cui il pluralismo può continuare a essere considerato la chiave di lettura della complessità che caratterizza le nostre società democratiche.

Non scommettere sull’Europa significa rinunciare all’unica possibilità che abbiamo per assicurare alla nostra civiltà giuridica, fondata sull’idea di un costituzionalismo emancipante e garante dei diritti, di esprimere al meglio i suoi effetti.

I poteri forti dell’economia, così come quelle forze politiche sprovviste della competenza necessaria per convertire lo spazio europeo in spazio di opportunità, lo sanno, l’hanno capito: temono l’Europa, perché si tratta di un progetto politico concreto che mira a governare le trasformazioni del nostro tempo. Ciò non piace a chi negli spazi senza regole si muove calpestando diritti e non piace neppure a coloro che, sventolando le bandiere del nazionalismo, fomentano paure che ci ingabbiano nei preconcetti, ci appiattiscono negli slogan: perché un popolo omologato si governa più facilmente…si manipola più facilmente.

Il 26 maggio tutti noi abbiamo la possibilità di appropriarci di uno spazio pubblico che ci appartiene. Il nostro voto per il Parlamento europeo è un voto per un’Europa capace di superare i propri limiti attraverso un nuovo patto costituente, attraverso la scrittura, in una Costituzione europea, delle regole del nostro stare insieme come cittadini italiani, come cittadini europei .​

Gli ingredienti per un progetto di democrazia costituzionale in Europa ci sono già tutti, a partire dal Parlamento eletto a suffragio universale e diretto!

Ora tocca a noi, con il nostro entusiasmo, le nostre competenze, la nostra voglia di futuro.

A chi dice che l’Europa è un progetto fallito rispondo con forza che in realtà l’Europa è solo un progetto che negli ultimi anni ha rallentato, ma ora i tempi sono maturi per riprendere la strada e farlo con la giusta determinazione, nella giusta direzione.

I grandi progetti si costruiscono con competenza e convinzione, ma anche con entusiasmo e passione. Non c’è cambiamento che abbia possibilità di radicarsi se prima non ha attecchito nelle nostre coscienze e nei nostri cuori: sia forte allora la nostra determinazione nell’opporci all’ingiustizia sociale; alla violazione dei diritti umani; allo sfruttamento umano; alla distruzione delle nostre risorse ambientali.

Solo così i nostri ideali troveranno gambe su cui camminare e potranno realizzarsi in un’attività concreta del Parlamento europeo per quel che concerne una politica di accoglienza sostenibile dei migranti , ma soprattutto di cooperazione e sviluppo con l’Africa, affinché quella terra possa divenire terra di opportunità per chi la vuole vivere; una politica di contrasto efficaci e al cambiamento climatico , capace di trainare paesi al di fuori della regione; una politica di neutralizzazione della povertà e della precarietà attraverso la costruzione di una previdenza sociale integrata a livello europeo, affinché nessuno possa sentirsi cittadino di serie B; una politica di integrazione del sistema fiscale per sostenere progetti di solidarietà e perequazione concreta; una politica di accorpamento delle strategie di difesa e di politica estera per garantire la pace non solo all’interno dell’area europea, ma in tutto il bacino mediterraneo, travagliato da guerre decennali, alimentate da azioni unilaterali volte a garantire singoli protagonismi governativi piuttosto che la stabilità dell’area a beneficio di tutti; una politica economica che sia capace di garantire sviluppo, ma al contempo non presti il fianco ad un arretramento nella tutela dei diritti dei cittadini; una politica della legalità da vivere ad ogni livello, in ambito pubblico e privato, e implementata dalla trasparenza delle istituzioni e dalla partecipazione attiva degli europei.

C’è molto da fare, è vero. Credere in un’Europa da vivere però è il primo passo per trasformare questa

Europa nella nostra Europa. Oltre gli stati nazione, oltre la paura, oltre l’insoddisfazione.

Molto c’è ancora da scrivere. Scriviamolo insieme. Per un’Europa costituente: io sono pronta, andiamo!

 

Anna Mastromarino

Candidata alle elezioni europee del 26 maggio con il Partito Democratico. Circoscrizione 1, Italia nord occidentale (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia)

#oppureAnna