4 ottobre 2012

Invidia di classe.

Citando il dizionario della lingua italiana, alla voce invidia troviamo:

sentimento di cruccio astioso per qualità o fortune altrui.

Ed alla voce classe:

insieme di persone, animali, cose, che hanno qualche proprietà in comune.

Più che da questa povera (per non dire miserrima) Italia, partirei proprio dalla lingua italiana per gettare un po’ di luce sulla stravaganza del fenomeno che ha nome Michele Giovine. 

Dunque ci chiediamo: per quale motivo una qualunque persona dotata di equilibrio dovrebbe provare del cruccio astioso per le ‘qualità’ di Giovine? E che genere di qualità? La bellezza fisica? L’acume intellettuale? Le sue arcinote e provate capacità di falsario grafico? Di che qualità intendeva parlare rilasciando le dichiarazioni fatte nell’emiciclo del Consiglio Regionale e riportate dal Corriere della Sera? Ci auguriamo non si riferisse al denaro o al prestigio della carica, perchè in quel caso sarebbe di molto fuori strada: meglio conservare il proprio cruccio astioso per un Rutelli o un Casini: più belli, probabilmente un po’ più acuti, più potenti e certamente più ricchi!

Archiviata l’invidia passiamo alla ‘classe’, ovvero un insieme di persone che hanno qualche proprietà in comune. Ebbene, cosa abbiamo noi in comune con Giovine? A parte il denaro che versiamo per il corretto funzionamento delle Istituzioni da lui così indegnamente rappresentate? Abbiamo forse una condanna per truffa passata attraverso due gradi di giudizio? Abbiamo parenti novantenni (se non deceduti) da piazzare in qualche sperduto consiglio comunale? Abbiamo forse falsificato firme per poter accedere al Consiglio Regionale e fare vincere in modo evidentemente illecito la coalizione che governa il Piemonte?

No.

Non abbiamo niente in comune con Michele Giovine. E quando vediamo un Consiglio Regionale già ampiamente screditato rimanere sotto scacco di un personaggio del genere (che effettivamente di scacchi ne sa qualcosina…), ci rendiamo conto che se siamo invidiosi lo siamo ogni qualvolta guardiamo quelle realtà in cui le Istituzioni funzionano, applicano politiche sensate e tentano la via delle buone pratiche. Un miraggio, in Piemonte.

L’ostruzionismo fatto in Consiglio da Giovine  prevedeva emendamenti sulla «protezione della fauna selvatica omeoterma» o «la tutela dei funghi epigei spontanei», ed anche questo la dice lunga sul personaggio. Ma una cosa ci sfugge, e vorremmo chiederla al Governatore Cota o ai Capigruppo che in riunione avrebbero fatto tornare Giovine sui suoi passi: che medicina miracolosa gli avete offerto per farlo rinsavire?…