30 maggio 2013

Al Ministro Carrozza

Vito

Domani 31 Maggio, si apre a Torino il processo d’Appello per stabilire le responsabilità penali legate al maledetto 22 Novembre 2008, quando una classe intera venne per sempre segnata e Vito Scafidi perse la vita a causa del crollo della controsoffittatura dell’aula.

Allora e da allora in molti hanno cercato facili assoluzioni invocando la ‘tragica fatalità’: colpa del vento! Come in altri casi si sarebbe data la colpa al terremoto.

Ma non serve aspettare le evidenze giudiziarie per sapere che quando capita un fatto del genere NON è MAI una tragica fatalità: c’è sempre in qualche modo la responsabilità di chi non ha voluto, non ha saputo mettere al riparo il bene più prezioso di un Paese, i propri figli.

Non si può morire a scuola.. O meglio: non si deve morire a scuola. La scuola è il cuore di una comunità, è con la scuola che si fa o si disfa un Paese. Una scuola accogliente e sicura è la migliore ‘lezione di legalità’, è la più importante infrastruttura del Paese, il più fruttuoso investimento repubblicano.

Invece prevalgono ancora altre logiche, altre priorità, altre riforme, che quand’anche fossero fatte, lascerebbero l’Italia come una casa costruita sulla sabbia.

Venga a Torino, Ministro Carrozza, per incontrare la dignità e il coraggio della famiglia Scafidi, per incontrare i giovani di tutta Italia che si stringono intorno a questa famiglia, per abbracciarli tutti: quelli della Casa dello Studente dell’Aquila come quelli di San Giuliano di Puglia.

Ministro Carrozza, lei ha speso parole chiare e dure sull’urgenza di cambiare le cose: di questo la ringraziamo. Avrà su questo tutto il nostro sostegno. Avanti, con coraggio!

 

Davide Mattiello