30 gennaio 2018

Memoranda 2018

Umanità e Tribù 

gli uomini son tutti uguali” 

(Guccini)

Come è potuto succedere che un’idea tanto bella quanto rivoluzionaria come l’uguaglianza sia diventata uno spettro?

Gli esseri umani nascono liberi ed uguali”: questa convinzione è al fondamento della nostra idea di patto sociale. Un’idea contraria ad ogni razzismo, ad ogni mafia, ad ogni clientelismo. Un’idea che si nutre della pari dignità di ogni essere umano, di nonviolenza, di speranza in un futuro di convivenza solidale.

Come è potuto succedere?

Abbiamo fatto del Mondo un “villaggio globale” con l’Eldorado di una occasione per ciascuno ed invece l’individuo si è ritrovato improvvisamente solo, ha sentito freddo e ha avuto paura. Troppo vasto lo spazio, troppo grande il vantaggio dei più forti sui più deboli, troppa precarietà, troppa vulnerabilità.

L’1% della popolazione più ricca al Mondo possiede quanto il rimanente 99%.

La promessa è diventata minaccia. Il futuro un incubo. Meglio rintanarsi.

 

Il primato delle regole 

 “chi ci ha già rinunciato, 

forse è ancora più pazzo di te

(Bennato)

La “legalità” che ci interessa è quella che costruisce giustizia attraverso la riduzione delle diseguaglianze. La “legalità” quindi non è un fine, ma uno strumento che serve alla emancipazione della persona da ogni forma di arbitrio.

La “legalità” che ci interessa non si nutre tanto di deterrenza penale, quanto di responsabilità sociale, che bilancia doveri e diritti. Siamo consapevoli che la cultura della corresponsabilità sociale a sua volta pretende una certa idea di umanità, di storia, di futuro, capace di comporre e non soltanto di giustapporre interessi e bisogni. Quando salta questa idea condivisa di umanità, allora la “legalità” si ripiega su se stessa, prima rincorrendo l’ordine attraverso la leva penale, poi finendo col diventare custode terribile dell’interesse di qualcuno a discapito di tutti gli altri. Ed è il trionfo dei fascismi.

 

Uguaglianza è cultura

  • Investire su saperi e competenze è il modo migliore per generare sviluppo, coesione sociale e sicurezza. Per questo serve un maggiore contrasto alla dispersione scolastica, anche attraverso gli interventi di edilizia scolastica: non basta che le scuole siano sicure, devono essere belle, aperte il più possibile e connesse al territorio. Bisogna che si moltiplichino le attività didattiche ed extra didattiche finalizzate ad aumentare la capacità di abitare la complessità culturale (differenti provenienze) e la complessità digitale (la consapevolezza è un anticorpo più efficace dei divieti legali per difendersi da falsità e violenze).
  • Questi obiettivi si devono perseguire attraverso le politiche di bilancio, aumentando i finanziamenti per l’edilizia scolastica, per il diritto allo studio, per la formazione dei docenti, ma anche attraverso un rinnovato impulso alla collaborazione tra Stato e agenzie educative, perché nella scuola ed in altri luoghi sensibili come le periferie e le carceri, si realizzi un “patto repubblicano per l’educazione civica”.

 

  Uguaglianza è lavoro

  • La così detta “blue-economy” deve essere anche l’occasione per una riflessione profonda e diffusa sul rapporto tra lavoro, ambiente, energia, relazioni sociali: bisogna cioè moltiplicare le iniziative di conoscenza delle opportunità legate alla “economia circolare” oltre a continuare ad investire perché queste opportunità si consolidino e si espandano.
  • Questi obiettivi si devono perseguire da un alto con politiche di bilancio e fiscali che promuovano a tutti i livelli i comportamenti virtuosi di consumatori, imprese e PA, finalizzati all’azzeramento di sprechi e rifiuti, alla produzione di energia da fonti rinnovabili (sicurezza energetica), alla promozione dell’agricoltura domestica (sicurezza alimentare), dall’altro con politiche di prevenzione e repressione dei crimini legati al “made in Italy” e allo sfruttamento della manodopera, che passano anche da una più equa formazione del prezzo dei prodotti agricoli.

 

Uguaglianza è Europa

  • Gli Stati Uniti d’Europa sono stati una profezia 80 anni fa. Oggi l’orizzonte si chiama Repubblica Europea: abbiamo bisogno di questo per fare del “villaggio globale” un posto meno freddo, nel quale le regole dell’economia possano essere efficacemente sottoposte al vaglio dei cittadini. Non c’è niente di umano che non possa essere governato, basta mettersi nelle condizioni di farlo.
    • Questi obiettivi si devono perseguire da un lato attraverso un rinnovato impulso alla riforma delle Istituzioni europee: elezione diretta del Presidente della Commissione, sistema integrato di difesa e intelligence, Procura europea per i delitti di criminalità organizzata, Ministero del Tesoro europeo (per la gestione unitaria del debito), sistema integrato di accoglienza dei rifugiati… sono alcune di quelle più urgenti. Dall’altro attraverso la promozione dell’associazionismo civico europeo e l’istituzione della “cittadinanza europea”. 

 

Uguaglianza è trasparenza del potere

  • L’esercizio del potere in democrazia deve essere sottoposto quanto più è possibile a regole che rendano tracciabili le condotte, perché sia sempre verificabile il principio di responsabilità sulle azioni di chi ha compiti pubblici o di rilevanza pubblica. La medesima logica deve governare due “sottoinsiemi” di condotte rilevanti nella gestione del potere: il ciclo del denaro e il ciclo delle informazioni.
    • Per realizzare questi obiettivi bisogna riformare la cosìddetta “Legge Anselmi” (N. 17 del 1982), bisogna regolamentare partiti (soggetti di diritto pubblico), fondazioni, lobby e bisogna perfezionare l’accessibilità agli atti della PA; bisogna intensificare il contrasto all’evasione fiscale, anche attraverso la digitalizzazione obbligatoria di tutte le transazioni economiche; bisogna intensificare la lotta al riciclaggio con particolare riguardo alle criptovalute; bisogna alzare gli scudi contro il dilagare del cyber-crimine, anche istituendo banche dati pubbliche a tutela delle identità digitali; bisogna contrastare più efficacemente le querele temerarie e immaginare un sistema pubblico di assicurazione per i giornalisti cosìddetti “freelance”.

 

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