20 marzo 2012

Mediterranea

                                                       
                                                        COMUNICATO STAMPA

                                                             360 giorni di attesa
                          Dalla Tunisia alla Sicilia: un viaggio sulle tracce dei migranti scomparsi

                                                             

Era il marzo del 2011 quando migliaia di ragazzi sono partiti dalle coste tunisine alla volta dell’Italia. In quei caldi giorni, tra l’emozione della rivoluzione e la concitazione di fronte all’apertura delle frontiere sognata da anni, centinaia di ragazzi sono scomparsi nel nulla. Viaggiavano su quattro barche, partite una il 1 marzo, una il 14 e due il 29 marzo. Da quel momento le famiglie di queste persone sono in attesa di notizie, che né le istituzioni italiane né quelle tunisine sono state in grado di fornire loro.

Sono passati 360 giorni, i parenti dei dispersi ancora aspettano e la primavera sta di nuovo iniziando. Quanti migranti partiranno questa volta dalle coste tunisine? Quanti di loro riusciranno a raggiungere la “Fortezza Europa” e come saranno accolti?


sostegno della campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano”, 
lanciata da attivisti e parenti dei dispersi, e a un anno dalla scomparsa di questi ragazzi, Stalker, in collaborazione con Amisnet e il Comitato dei familiari degli scomparsi tunisini, inizia un percorso di narrazione, denuncia e sensibilizzazione, partecipando alla costruzione di una azione comune di solidarietà e per i diritti di tutte le persone, tra le sponde del Mediterraneo, lì dove le istituzioni imbarazzate sembrano voltare la faccia davanti alle drammatiche  conseguenze delle loro scelte politiche. 

Il viaggio inizia lunedì 19 marzo, nella sede tunisina della Fondazione Orestiadi, nel palazzo Bach Hamba, dove incontreremo i familiari dei dispersi. Continuerà verso la Sicilia, dove il 30 marzo, a Gibellina, all’interno della mostra “Islam in Sicilia, un giardino tra due civiltà” sarà inaugurato il lavoro OUELADDNA FINN / WAITING NEWS, una installazione che ripropone lo spazio del Canale di Sicilia come un deserto blu,  dove, a voler ascoltare, si odono le voci di chi chiede aiuto e cerca di ritessere le rotte, le notizie, le responsabilità. Il canale come spazio di attesa, la lunga e drammatica attesa di chi non ha notizie dei propri figli, di chi lotta per sapere, una attesa che è assieme atto poetico, espressione d’amore verso i propri cari e azione civile.



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