9 maggio 2017

Legge sui radicalismi: la lettera di RAN Young Italia

Nel gennaio 2016 Stefano Dambruoso e Andrea Manciulli, hanno presentato la proposta di legge “Misure per la prevenzione della radicalizzazione e l’estremismo jihadista”1, e oggi la discussione arriva alla Camera. La Fondazione Benvenuti in Italia aderisce alle richieste di modifica della pdl proposte dalla rete RAN Young Italia, e alle segnalazioni qui riassunte.

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“Analizzando la proposta di legge e le raccomandazioni della Commissione, come studenti italiani, componenti di RAN Young e come associazioni, raccomandiamo al Parlamento e al Governo Italiano di accelerare l’approvazione della legge in modo da implementare misure effettive di prevenzione e, inoltre, suggeriamo di adottare i seguenti provvedimenti: 

● Nonostante sappiamo che in questo periodo la matrice della radicalizzazione violenta in Europa, è principalmente jihadista, non riteniamo opportuno concentrare l’azione della strategia unicamente sulle comunità musulmane, così come stigmatizzare l’Islam, dando una connotazione particolare alla legge usando la parola “matrice jihadista”. Preferiamo vengano prese in considerazione diverse forme di radicalizzazione violenta, come quelle di matrice ideologico-politica, che già hanno caratterizzato la storia del nostro Paese, in modo che la strategia di prevenzione possa essere funzionale a tutte le forme di radicalizzazione violenta che possono o potranno manifestarsi, comprese forme di islamofobia.

● Chiediamo che la relazione redatta dalla Commissione governativa presieduta dal prof. Lorenzo Vidino sul fenomeno della radicalizzazione jihadista sia reso pubblico, in modo che la proposta di legge in discussione in parlamento si armonizzi alle proposte ivi contenute, cioè i contenuti della ricerca accademica e le migliori pratiche possano affiancare e arricchire l’iter e il dibattito politico parlamentare in corso.

● Riteniamo necessario che vengano coinvolte le comunità locali nella progettazione e realizzazione delle politiche di prevenzione. Secondo tale idea, potrebbe essere interessante creare un forum nazionale in cui i protagonisti locali di questo politiche possano scambiarsi esperienze, know-how ed essere di stimolo per un continuo aggiornamento della strategia nazionale.

● Siamo dell’idea che vada aperto un dibattito serio rispetto all’utilizzo dei provvedimenti di espulsione nei confronti cittadini non italiani sospettati di radicalizzazione o terrorismo. Tali provvedimenti, nella loro dimensione quantitativa e qualitativa, sono stati più volte criticati a livello internazionale, ma rimangono ancora oggi al di fuori di qualsiasi discussione nel merito dell’efficacia dei provvedimenti e del rispetto dei diritti umani.

● Alla base della prevenzione della radicalizzazione deve esserci la realizzazione di politiche che operino sulle cause di tale fenomeno e, quindi, agiscano sulle cause di esclusione sociale, anche in materia di welfare;

● Siamo dell’idea che lo Stato Italiano debba supportare le comunità ed istituzioni locali nella creazione di luoghi di costruzione di resilienza ai fattori della radicalizzazione violenta, agevolando tutti gli attori coinvolti a livello locale nelle loro attività con i soggetti a rischio di radicalizzazione violenta. Inoltre riteniamo essenziale, ancor prima che necessaria, una adeguata formazione, non solo per le forze di sicurezza, come già avviene, ma per tutti i soggetti pubblici e privati 

FB: RAN Young – Italia | ranyoungitalia@gmail.com | TW: @RanYoungIT

coinvolti nei servizi e nelle attività di prevenzione e contrasto all’estremismo violento;

● Riteniamo fondamentale porre l’attenzione sul fatto che, alla base del fenomeno di radicalizzazione, ci siano diverse dinamiche di disgregazione dell’identità, che spingono l’individuo a ritrovare un riconoscimento in spazi e luoghi “radicalizzanti”. Abbiamo visto come molti dei protagonisti degli attentati avvenuti in Europa siano giovani di seconda o terza generazione, spesso emarginati socialmente. Per questo crediamo che sia importante continuare nella direzione di una costruzione di processi che possano favorire la costruzione di identità positive e collettive, sia sociali, sia politiche, che culturali e religiose. Per questo è importante favorire l’implementazione di un diritto di cittadinanza vero, che possa essere vissuto appieno nelle sue diverse implicazioni di diritti e doveri. Riteniamo, poi, positivo, e quindi da perseguire, il fatto che in Italia non si siano costruiti quartieri ghetto, come invece è accaduto in altri paesi europei. Crediamo infine, che per raggiungere l’obiettivo delineato in questo punto, sia importante continuare nella direzione delineata dal “Patto per un Islam italiano”3, in modo da risolvere una serie di problematiche, di riconoscimento e di integrazione, che possono essere alla base di un risentimento. Se si riuscisse a velocizzare la formalizzazione dell’Intesa, potrebbe esserci una collaborazione proficua tra comunità religiose e istituzioni, anche rispetto alla prevenzione della radicalizzazione.

● Riteniamo che sia indispensabile che lo Stato Italiano investa in piani educativi volti alla conoscenza, fin dall’infanzia, della diversità culturale, religiosa, politica e ideologica presente in Italia e nel mondo senza timore di affrontare i temi più crudi dell’attualità, compresi quelli conflittuali su cui fanno leva reclutatori e organizzazioni estremiste. Inoltre, risulta fondamentale favorire una sinergia positiva tra il mondo dell’istruzione e le associazioni locali attive nel campo della prevenzione della radicalizzazione, in modo da mettere in campo un’educazione informale che possa intrecciarsi con quella formale.

Primi Firmatari:

Claudia Wildner

Alissa Pavia

Bruno Iannaccone

Anass Hanafi

Hanno aderito (in aggiornamento):

Luca Raj e Giorgio Giramundo, Associazione Lodi Città Aperta (Milano)

Kawtar Barghout, Associazione Stop radicalizzazione, Albignasego (Padova)

Francesco Nasi, membro di Agesci, Reggio Emilia

Emiliano Calvo, Reggio Emilia

Fondazione BENVENUTI IN ITALIA”