10 maggio 2012

L’appello Giovine

E’ cominciato il processo di appello per Michele Giovine. Il procuratore generale Vittorio Corsi ha chiesto la conferma della condanna a due anni e otto mesi inflitta in primo grado, al leader della lista Pensionati per Cota, per avere raccolto firme false per la presentazione dei candidati alle elezioni regionali 2010.centrodestra guidato dall’attuale presidente Roberto Cota.

Il pg ha richiesto la conferma della condanna a due anni e due mesi anche per Carlo Giovine, padre di Michele, accusato di falso come il figlio. Secondo l’accusa, i due raccolsero 17 firme false su 19 candidati presenti nella lista in quanto erano “apposte non in loro presenza, non dalle persone riportate e non nei luoghi riportati”, ha illustrato il presidente del collegio giudicante, Alberto Oggè. 

“Per Michele Giovine – ha detto il pg Corsi – bisogna considerare l’aggravante della recidiva anche se non è formale, perché di fatto si tratta del terzo episodio, in quanto il primo è andato prescritto e il secondo si è concluso con un’oblazione. Non si tratta – ha aggiunto – di un falso innocuo, perché altrimenti tutti i falsi sono innocui compresa la laurea di Renzo Bossi. Qui – ha concluso – la prova del falso è granitica e quella del dolo anche”.

 Sono quasi due anni che ormai seguiamo questa vicenda.

Guarda qui, e in particolare qui.

Lo facciamo ribadendo, l’ormai indifendibile e illeggitima posizione di Roberto Cota, nella carica di Governatore della Regione Piemonte. Giovine rastrellò 27 mila voti, con una lista presentata con firme false. Mercedes Bresso perse contro Cota per uno scarto di 9 mila preferenze. E’ evidente che si debba tornare a votare. Benvenuti in Italia si è fatta interprete, attraverso diverse manifestazioni nei mesi scorsi, di questa richiesta. Ed è assurdo che Giovine con protervia e senza senso del ridicolo, non solo non sia dimesso, ma abbia addirittura evocato, alcune settimane fa, la possibilità di formare una commissione regionale antimafia. Ilmondo alla rovescia, non si sa se ridere o meno.

Il 26 maggio ci sarà a Torino l’ennesima iniziativa!

In Piazza Castello per chiedere al Governatore di dimettersi e permettere di votare nuovamente.