21 luglio 2012

Diario #meetingboves

 

Sono stati giorni di scambio, colloquio, discussione. Un meeting che ha permesso ai partecipanti di approfondire tematiche come lavoro, welfare, istruzione e diritti grazie all’incontro rappresentanti delle istituzioni e del mondo della società civile. Un modo per cercare di costruire nuovi scenari, partendo dall’incontro.

Giorni caratterizzati da due distinti percosri che si sono incrociati.

 

I giovani hanno discusso di Tav analizzando il processo decisionale, l’opera, le modalità per realizzarla e stilando un documento, frutto di un processo partecipativo e deliberativo che ha coinvolto i giovani di Acmos  all’interno del Campo Scuola di Boves. In queste frasi vengono presentate le opinioni dei ragazzi dei Gec in merito alla Tav e rappresenta una tappa ulteriore di una riflessione iniziata qualche mese fa e che continuerà nei prossimi mesi: il documento diventerà, infatti, oggetto di due serate della Scuola di Politica di Benvenuti in Italia in autunno.

 

Per grandi opere servono grandi riflessioni

 

Questo documento è frutto di un processo partecipativo e deliberativo che ha coinvolto i giovani di Acmos all’interno del Campo Scuola di Boves. Processi Democratici Negli ultimi tempi la questione TAV ha assunto una forte valenza simbolica: non si tratta solo della realizzazione di un’infrastruttura ma di un problema di democrazia rappresentativa. Ciascuna parte sente la propria posizione come l’unica legittima e non sembra più possibile trovare una sintesi dialettica tra interessi contrapposti. Pertanto, chiediamo alle istituzioni coinvolte di riconoscere che le soluzioni individuate non siano riuscite a risolvere il conflitto tra istanze locali, nazionali ed europee. In futuro sarà necessario, in tema di opere di interesse generale, trovare migliori strumenti di riconoscimento e tutela delle minoranze territoriali, attraverso processi partecipativi attuati già nella fase di progettazione e non successivamente all’approvazione. Uso della violenza Noi crediamo che la violenza non sia un mezzo per rivendicare i propri diritti. Riconosciamo come diritto fondamentale la libertà di esprimere e manifestare la propria opinione pacificamente poiché cittadini di uno Stato democratico, per quanto imperfetto. Chiunque scelga deliberatamente la strada della violenza deve, quindi, assumersene la responsabilità: chiediamo che venga fatta chiarezza in relazione all’uso della violenza, sia che essa provenga dai manifestanti che dalle forze dell’ordine. In ciò ci affidiamo al ruolo della magistratura come garante del principio di uguaglianza di fronte alla legge. Infine, ribadiamo la centralità del ruolo della politica come strumento di mediazione e di dialogo tra le parti, funzione che, essendo stata troppo spesso disattesa in questi anni, ha portato ad un inasprimento dello scontro e delle tensioni. Modello di Sviluppo Considerando che il documento del governo non risolve i dubbi sull’utilità del progetto TAV, che le risorse e gli investimenti previsti non assicurano la fattibilità dell’opera e i rischi legati alla questione ambientale, crediamo che l’Italia non possa permettersi un tale azzardo, un progetto dalle ricadute incerte. Riteniamo, dunque, che gli obiettivi prioritari di sviluppo del paese siano altri, perché la TAV rappresenta uno spreco di denaro pubblico in un momento storico di grave crisi economica e finanziaria dell’Italia e dell’Europa tutta. Infiltrazioni Mafiose Le preoccupazioni sulla fattibilità dell’opera aumentano se si considera l’interesse mafioso nel concorrere alla vincita di grossi appalti pubblici. Come dimostrato dalle inchieste Pioneer (che nell’ottobre 2009 ha evidenziato fenomeni di riciclaggio dei profitti del narcotraffico nei canteri delle Olimpiadi e della TAV), Isola in Lombardia e dalle indagini relative alla costruzione della Salerno-Reggio Calabria. Per questo motivo con crescente preoccupazione, crediamo sia importante un intervento su più fronti: – È necessario ripartire dalla responsabilità individuale accrescendo la sensibilizzazione di imprenditori, lavoratori e cittadini per combattere la “cultura della furbizia”. – Direttamente connessa alla precedente, vi è la responsabilità politica in quanto è importante sia un maggiore accompagnamento degli imprenditori alla denuncia, sia una maggiore trasparenza e presa di posizione da parte dei comuni, ad esempio attraverso l’adesione ad Avviso Pubblico, (rete degli enti pubblici che si impegna nella trasparenza amministrativa) – Risulta centrale, infine, una responsabilità sovranazionale, in quanto è necessaria una legislazione europea che uniformi gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata, in particolare relativamente agli appalti.

Qui sotto, il Ministro dell’IStruzione interviene al meeting di Boves “Nessuno Escluso”.

Di seguito il video riepilogativo della giornata di ieri e l’intervista a Susanna Camusso