30 aprile 2012

“Fortezza” Europa

di Cupelli Camilla

 

Intervista a Gabriele Del Grande: da anni responsabile di Fortress Europe, si occupa di immigrazione verso l’Europa.

Un anno fa l’allora Ministro Maroni vietava l’ingresso nei CIE e nei CARA si giornalisti, vietando di fatto di riportare cosa accada al loro interno. Subito ci sono state mobilitazioni di protesta, la prima e più significativa lo scorso 25 luglio. La scorsa settimana a Torino è stata rilanciata la campagna “LasciateCIEntrare”. Come è cambiata la protesta?

Proprio a seguito della mobilitazione del 25 luglio 2011, e con l’insediamento del governo Monti, la circolare che vietava l’ingresso della stampa nei CIE è stata ritirata. Tuttavia l’accesso dei giornalisti è ancora molto discrezionale, e varia da prefettura a prefettura. La nuova mobilitazione chiede proprio questo: di garantire l’ingresso dei giornalisti incondizionatamente.

 Con Fortress Europe hai una visione molto attenta di ciò che accade nel Mediterraneo, e soprattutto nei CIE italiani. Secondo te come è cambiata la situazione da quando nei CIE e nei CARA non può più entrare nessuno a filmare o fare fotografie?

La situazione tendenzialmente non è cambiata molto. Il divieto d’accesso alla stampa è durato meno di un anno ma anche prima non c’era la fila dei giornalisti al CIE, al contrario. Il ruolo della stampa rispetto ai Centri di Identificazione è stato sempre marginale. Ed è tutto da costruire. Per questo la campagna ha valore: se la stampa inizierà a seguire con costanza il tema CIE, allora sarà possibile costruire un “controracconto” sulle espulsioni.

La fortuna mi salverà”, prodotto da Fortress Europe, racconta del CIE torinese di Corso Brunelleschi. Cosa trasmettono le immagini?

Si tratta di uno dei tre corti diretti da Alexandra D’Onofrio che abbiamo realizzato lo scorso anno sui CIE. Sono lavori più antropologici che giornalistici. “La fortuna mi salverà” è la storia di un quarantenne marocchino residente a Torino da molti anni, che viene rilasciato dal CIE di Corso Brunelleschi dopo aver passato più di cinque mesi in detenzione: nel corto raccontiamo soprattutto le vicende avvenute dopo il rilascio.

Spesso, anche su Fortress Europe, denunci il fatto che i morti in mare siano tantissimi, e che la maggior parte di coloro che tentano di immigrare in Italia rimangano intrappolati in mare prima di entrare nella “Fortezza” dell’Europa. Le cifre degli immigrati attualmente in Italia, quindi, giustificano o no l’allarme sociale che il precedente governo sottolineava?

Gli allarmi sociali sono sempre stati cavalcati da politici imprenditori della paura. Il forte numero di lavoratori stranieri arrivati in Italia è dovuto al mercato del lavoro. Da anni c’è una forte richiesta di manodopera non qualificata a basso costo, che importiamo dai paesi poveri e dalle ex colonie. Con la crisi economica la situazione cambia, credo che l’Europa stia via via diventando sempre meno attrattiva. Mentre sta ripartendo una forte emigrazione interna, dai paesi più in crisi come l’Italia, la Grecia, la Spagna, verso i paesi del nord e centro Europa.

 Per finire parliamo di oggi: come pensi si stia muovendo il nuovo governo italiano per risolvere i problemi connessi con l’immigrazione?

Mi sembra che questo governo tecnico stia facendo poco o nulla in tale direzione. Certo una riforma della legge sull’immigrazione è impensabile, perché spaccherebbe la maggioranza di cui Monti ha bisogno per le riforme fiscali e del mercato del lavoro, eppure tanto si potrebbe fare. In questi giorni ad esempio scadono i permessi umanitari -oltre diecimila- rilasciati ai tunisini giunti in Italia nel 2011, e non c’è ancora il decreto per il rinnovo. Senza parlare poi dei profughi della guerra libica, almeno ventimila persone, la maggior parte dei quali finiranno per strada senza documenti a breve. Perché il governo non emana il decreto per dare loro un permesso umanitario? Magari evitando di aprire un altro decreto flussi per i lavoratori stagionali, come invece è stato appena fatto.