8 febbraio 2012

EDISU: inaugurazione e proteste

Di Camilla Cupelli – “L’università sta affondando, Profumo vada a bordo”. Questo uno dei cartelli che popolano piazza Bodoni il 6 febbraio, giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico torinese, insieme a molte carte da gioco giganti che inseguono una fantomatica Alice nel Paese delle Meraviglie, stressata per la mancata erogazione della sua borsa di studio. Ma il Ministro Francesco Profumo non è presente all’evento, perché sta inaugurando l’anno accademico de L’Aquila, dal significato simbolico decisamente maggiore. Nemmeno il Presidente della Regione Roberto Cota prende parte ai festeggiamenti. Dopo le critiche mosse dal magnifico rettore dell’Ateneo di Torino, Ezio Pellizzetti, Cota ha spiegato il significato dei tagli: non è più tempo di finanziare chi non lo merita, e le borse agli stranieri sono inutili. Così diserta l’evento accademico più importante della regione (pur convocando i giornalisti in Piazza Castello per spiegare le sue ragioni), e annuncia che non verranno messi a disposizione nemmeno i dieci milioni di cui si era parlato con Profumo prima di Natale.

 

All’inaugurazione, svoltasi presso il Conservatorio, sono presenti il Ministro Fornero ed altri esponenti del governo tecnico. Interviene anche il Presidente del Senato Accademico Nicola Malanga, che denuncia la mancanza di interventi strutturali a favore dell’università pubblica. Fuori, gli studenti, insieme ad una cospicua delegazione di sindacati e lavoratori, cercano ancora una volta di chiedere conto degli ormai noti tagli all’Edisu.

Durante l’inaugurazione, gli studenti hanno tentato di entrare nella piazza senza successo: le forze dell’ordine hanno creato una sorta di “zona rossa” difficilmente penetrabile. Così in sala erano presenti solo i rappresentanti degli studenti, che si sono organizzati per protestare pacificamente: ciascuno, munito di un cartello, si è alzato a turno denunciare la condizione del diritto allo studio piemontese. Ma, subito dopo la performance, le forze dell’ordine hanno condotto gli studenti fuori dal Conservatorio. I manifestanti speravano che il Ministro Fornero mantenesse la promessa di incontrarli più tardi: ma, guarda caso, il Ministro non si è presentato.