12 febbraio 2015

Arance Frigie: le interviste

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Abbiamo intervistato Yvan Sagnet (Scrittore ed attivista contro lo sfruttamento dei lavoratori)), Carlo Della Pepa (Sindaco di Ivrea) e Gian Mario Pilo (Consigliere di amministrazione della Fondazione Storino carnevale di Ivrea) (Potete cliccare qui per l’audio delle interviste) a proposito dell’imminente firma del protocollo ‘Arance frigie’.

Yvan Sagnet: Vorrei innanzitutto ringraziare il deputato Davide Mattiello che ho incontrato due anni fa, durante un’iniziativa a Torino nell’ambito della presentazione dei nostri libri: abbiamo condiviso un percorso anche se non lavorando insieme, però avevamoo abbiamo condiviso gli stessi obiettivi: quello diciamo di dare una etica a un sistema agricolo italiano che purtroppo in gran parte è fatto di illegalità eee oggi vedere due anni dopo il nostro primo incontro realizzarsi un percorso, questo protocollo per me è una grande soddisfazione, perchè con la nascita di questo protocollo segna diciamo l’inizio di un percorso che noi, di una battaglia di un percorso che noi abbiamo sempre voluto avviare soprattutto con l’aiuto di istituzione. E qui si tratta della tracciabilità dei prodotti perchè come l’abbiamo sempre sottolineato molto spesso dietro ai prodotti che consumiamo, che vanno nelle nostre tavole a casa si nasconde la illegalità, lo sfruttamento dei lavoratori e in particolare dei lavoratori stranieri. E quindi questo protocollo per noi è un paso…un passo, piccolo passo, però molto importante che potrebbe portarci alla certificazione etica anche a livello nazionale.

 

Carlo Della Pepa: “Beh sì, la Città di Ivrea ha fortemente voluto la realizzazione di questo protocollo che parte da un lavoro che già era stato fatto con la Fondazione, per andare a rintracciare i luoghi di provenienza delle arance e per andare anche a giustificare quello che viene un po’ rinfacciato alla città di Ivrea che si sprecano quintali e quintali di arance. In realtà la fornitura di arance, che arrivano attualmente e sostanzialmente dalla Calabria, sono arance non destinate al mercato alimentare ma che andrebbero sostanzialmente al macero. E da questa, così, voglia di tracciare la provenienza, poi è nata con la sollecitazione di Libera di Ivrea, e con anche le notizie che nel frattempo si venivano così a consolidare anche dello sfruttamento delle persone nei campi e nelle coltivazioni, si è andato a cercare di capire anche il rispetto appunto della legalità da parte dei produttori e di chi trasporta le arance, il non sfruttamento delle persone. E da questa intersezione tra la volontà della Fondazione del Carnevale e di Libera, è nato questo protocollo.”

Gian Mario Pilo: “Allora, che dire… di questo protocollo ne penso un gran bene. Quando il Sindaco, stimolato dall’On. Mattiello mi ha contattato per coinvolgere gli aranceri in questo progetto non potevo che esserne felice. Credo sia importante andare a verificare, a controllare tutto il percorso che fanno le arance prima di essere… ahimè, tra virgolette, buttate, però utilizzate per la nostra battaglia, per dare un segnale forte e dare ancora più lustro al nostro Storico Carnevale. Quindi una volta fatto questo e avuti tutti i contatti, abbiamo lavorato insieme a Davide Mattiello e insieme agli aranceri, che devo dire che con grande piacere si sono resi subito molto disponibili. Adesso siamo al vaglio di questo protocollo che andremo a firmare a brevissimo e gli aranceri alcuni sono già pronti avanti, sono pronti per l’edizione 2016 a verificare che tutto sia eticamente corretto. Potendo aggiungere ancora qualcosa di personale, devo dire un plauso all’On. Mattiello per averci stimolato questa riflessione e aiutato in questo percorso, e sicuramente un plauso all’Amministrazione che ovviamente si è data subito disponibile, la Fondazione ha fatto il tanto che il proprio dovere assecondando tutti, e un plauso va agli aranceri per la grande disponibilità. Adesso, finiti i plausi, finite le chiacchiere bisogna concludere e mettere questo timbro di Arance Frigie al carnevale di Ivrea.