10 ottobre 2012

Ciotti e l’appello di Bit

Di seguito, la dichiarazione che Don Luigi Ciotti ha fatto a proposito del tema del nostro appello. (Per sottoscriverlo CLICCATE QUI)

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E’ vero ed  è evidente: l’insegnamento della religione cattolica – da solo – non è sufficiente per la “nostra” scuola italiana: realmente multietnica. E’ vero che molti insegnanti di religione sono realmente aperti al dialogo, preparati e lavorano a 360 gradi.  Ma è altrettanto vero che sempre di più è forte – oggi – l’esigenza di un  insegnamento più ampio, che attraversi la storia delle religioni.

E’ sotto gli occhi di tutti che nella nostra società l’incontro e il confronto con altre dimensioni religiose è continuo e quotidiano. Mi é capitato di sentire bambini di nazionalità diverse scambiarsi tra di loro domande sui ‘perché ‘ delle loro differenti abitudini religiose e concezioni di vita.

Un luogo che ha come scopo l’educazione e la crescita dell’individuo e della comunità,  quale é la scuola, non può sottrarsi a questi ‘perché e deve dare elementi di approfondimento e studio che possano aiutare nello sviluppo personale.

Sono però convinto che si stia abusando  dell’espressione “le radici cristiane” della nostra Terra/Società/Europa/Paese… .  Penso che  le “nostre radici” sono molto di più nella Bibbia, che non nella fede cristiana. E dico questo senza minimamente mancare di rispetto all’evento Gesù di Nazareth e al cristianesimo che ne è seguito. Prima di Gesù di Nazareth, c’era già l’Antico Testamento. 

La parola Bibbia vuole dire “libri”. Sono oltre 70 i libri contenuti nella Bibbia. Molti dell’Antico Testamento e oltre 20 riguardanti i fatti dopo Gesù Cristo (il cosiddetto Nuovo Testamento). Sono libri  “scritti” Prima di Cristo e dopo Cristo. E sono libri – la Bibbia – che hanno plasmato il mondo e forgiato  le tre grandi religioni monoteiste del nostro pianeta: Ebraismo, Islam e Cristianesimo. Non a caso queste tre grandi fedi si “fondano” e si appoggiano su questo libro, sulla  Bibbia.

 La Bibbia è stato anche il primo libro stampato in Europa (!), da Gutenberg.

Non ho perciò difficoltà ad affermare che le vere radici dell’Europa, secondo me, sono da cercare nella Bibbia: nella non sempre facile convivenza di queste tre grandi religioni e nell’intreccio che queste fedi hanno instaurato anche con il pensiero laico della nostra Europa.

Conoscere questi testi e gli sviluppi che da queste pagine sono nati, studiarli, approfondirli e leggerli insieme… è – ne sono sempre più convinto – vitale: per la cultura personale degli studenti  e per le nostre culture (al plurale) che formano l’insieme delle nostre comunità (sempre al plurale).

Mi piace ricordare che nelle lingue orientali, la parola conoscenza é la stessa che esprima il  voler bene. Voler conoscere é dunque un gesto d’amore verso sé e verso gli altri: in quest’ottica va letta la proposta di ampliare gli strumenti degli studenti nella dimensione religiosa. 

Rafforziamo le conoscenze dei ragazzi affinché siano capaci di dialogo e costruttori di pace tra le culture.