24 luglio 2012

Amiat e TRM: si decide. Intervista a Marco Grimaldi

Pierluigi Ubezio – E’ iniziata ieri sera la discussione sulla cessione a privati di parte della “filiera ambientale”, ovvero della gestione e smaltimento dei rifiuti. Concretamente, si tratta di alcune quote di Amiat S.p.A, che raccoglie e differenzia i rifiuti cittadini, e di Trm S.p.A., a cui è stata affidata la realizzazione di un termovalorizzatore per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati. La discussione, avviata a novembre scorso, dovrebbe arrivare a conclusione domani.

Ne parliamo con Marco Grimaldi, Consigliere Comunale nonchè Presidente della Commissione Ambiente.

“L’obbiettivo di fondo, ipotizzando scenari comunque futuri, è quello di avere una filiera unica che in tutta la provincia veda un solo organismo preposto alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti: così facendo, avremmo un’azienda forte e capace di mettere in campo investimenti molto importanti nel settore ambientale”

E la questione delle quote TRM? 49% come proponete voi di SEL o 80% come intende fare il Sindaco Fassino che ha ancora precisato: “La cessione dell’80% Trm è un obiettivo imprescindibile per rientrare nel Patto di stabilità e rispettare l’impegno per la ricapitalizzazione di Trm, evitando così di mettere in discussione la filiera ambientale, rischiando un’emergenza rifiuti”.

Il rientro nel patto di stabilità è obbiettivamente imprescindibile: se non raggiungessimo quell’obbiettivo la città si troverebbe a dover pagare cifre insostenibili e tutti i cittadini ne pagherebbero le conseguenze: non vogliamo certamente che si debba tagliare sui servizi al cittadino. Certo, stiamo cercando comunque di trovare una formula che consenta al Comune di cedere solo il 49% a valori inalterati: vedremo nelle prossime ore. 

E per quanto riguarda le cooperative sociali? 

“Tutti gli operatori del sociale che hanno contribuito al buon esito dell’innalzamento della raccolta differenziata avranno la possibilità di contribuire con il loro know how, quindi possiamo parlare di un successo, poichè non solo la collaborazione è confermata, cosa che non era affatto scontata, ma  siamo riusciti a rendere il ruolo delle cooperative ben più organico: non si tratta più di una clausola sociale, ma di un vero modello partecipativo che in futuro potrà dare ottimi frutti.

Quindi, riasumendo, cosa si è ottenuto?

Abbiamo ottenuto che il contratto di servizio predisposto dagli uffici venisse migliorato con la valorizzazione dell’offerta tecnica in relazione a un maggior tasso di ricambio dei mezzi Amiat e allo sviluppo della raccolta differenziata e del “porta a porta”.

Ci sono la previsione di investimenti in comunicazione, concertati con il socio pubblico e la disponibilità a realizzare impianti di trattamento della differenziata, infine l’aumento delle prerogative del presidente (di nomina pubblica), soprattutto in relazione al perseguimento dell’interesse e della salute pubblica, del controllo ambientale e degli adempimenti antimafia.

Noi abbiamo operato nella prospettiva della cessione del solo 49% delle quote, e diciamo alla Giunta che ci sarebbe ancora il tempo per accogliere questa richiesta.