9 febbraio 2016

Accogliere, in case di vetro

accogliere

 

 

di Francesca Rispoli, Presidente di Benvenuti in Italia

L’apertura dell’inchiesta sul progetto ‘Città possibile’ e la discussione di ieri (8.2.2016) in Consiglio Comunale di Torino, ci portano a ribadire la posizione della Fondazione Benvenuti in Italia sul tema delle politiche abitative e di accoglienza, rivolte a chi vive in condizioni di marginalità e vulnerabilità.
I progetti, che si impegnano con serietà per risolvere situazioni che non rispettano la dignità umana e calpestano i diritti delle persone, vanno sostenuti e portati avanti con determinazione dalle amministrazioni pubbliche, in collaborazione con le realtà sociali. Non bisogna cadere nella trappola di quanti, strumentalizzando le inchieste, mirano ad azzerare il valore di queste politiche pubbliche e a preferire la chiusura delle nostre città all’altro. La giustizia farà il suo corso e auguriamo alla magistratura buon lavoro, ma è importante distinguere i piani.
L’unica risposta a chi vorrebbe demolire il concetto stesso di accoglienza è continuare a praticarla nella massima trasparenza possibile, rendendo accessibili i dati relativi ai progetti e ai bandi.
Anche per questo è importante che il Ministero dell’Interno renda pubblica la Relazione sul sistema di accoglienza primario, che ogni 30 di giugno la legge impone che sia pubblicato e che invece ad oggi non risulta accessibile. Otto mesi di ritardo sono una grave mancanza, inaccettabile per un Paese che quotidianamente vive l’arrivo di migranti sulle proprie coste.
Per distinguere tra chi fa il proprio lavoro con generosità e chi si arricchisce sull’altrui disperazione, c’è bisogno di dati, numeri, nomi. In una parola c’è bisogno di trasparenza.
Non vogliamo le ruspe, vogliamo accogliere in case di vetro.