28 maggio 2015

Islam a Torino

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L’Italia non è più un paese (solo) cattolico. L’Italia è un paese plurale e Torino una città in cui la super-diversità costituisce un tratto identitario innegabile, per quanto riguarda le lingue, le culture, i gruppi sociali, le religioni.

A Torino si prega ovunque”: nelle chiese, nei cortili, nei garage e nelle palestre; chiese strutturate e forme di aggregazione temporanea sono mescolate a pratiche di vita e filosofie del benessere.

In questo contesto cangiante e sfaccettato, il progetto di mappatura dei luoghi di culto (www.reparty.it), iniziato nel 2011 da Benvenuti in Italia e non ancora concluso, ha permesso di studiare la presenza delle religioni sul territorio, in termini di visibilità, di integrazione sociale e culturale, inclusione/esclusione, sia dall’interno (le comunità religiose) sia dall’esterno (le istituzioni pubbliche e i cittadini). Al contempo, la città di Torino ha avviato politiche e progettualità che riconoscono il pluralismo religioso come elemento di dialogo, mutuo riconoscimento, rispetto e relazione tra le diverse comunità religiose presenti in città. Esse hanno contribuito alla istituzionalizzazione di molti di questi luoghi.