10 gennaio 2011

Le 11 questioni dirimenti per il comune di Torino

Il futuro come premessa

La nostra generazione ha chiaro che il futuro sarà cupo, se il presente non sarà capace di alcune forti discontinuità.

Non ci può bastare una politica che assuma generalmente il presente come buono in sé e quindi che percepisca il proprio ruolo come quello di chi debba amministrare al meglio un patrimonio, per trasferirlo a chi verrà. Il presente è un patrimonio tarlato e va modificato, altrimenti trasferiremo nel futuro una condanna, un fallimento.

Noi siamo quelli che staranno peggio dei loro padri. A meno che qualcosa cambi. E noi non staremo a guardare.

In cosa ci aspettiamo le maggiori discontinuità

  • Lavoro e Diritti: la globalizzazione non può essere l’alibi con il quale continuare a smantellare i diritti dei lavoratori e quindi la dignità delle persone. Siamo consapevoli che una Città non ha compiti e poteri adeguati per mettere in discussione le regole del mercato globale (se anche lo volesse), ma quali iniziative per correggere la situazione? Tanto nella vicenda FIAT, quanto nella definizione delle gare d’appalto (per esempio sulla questione del “massimo ribasso”).

  • Lavoro e Inclusione: la cooperazione sociale di tipo B è troppo poco considerata una risorsa concreta, utile alla qualità del legame sociale e della ricchezza complessiva. Il lavoro resta il necessario approdo di quegli interventi di accoglienza che soccorrono le persone cogliendole nelle più diverse condizioni di fragilità. Che fare per rafforzare questo ciclo virtuoso accoglienza-emancipazione-lavoro? (Assessorato all’inclusione sociale)

  • Lavoro e Giovani: l’accesso al mercato del lavoro per troppi giovani qualificati è una mortificante precarietà. Quali alleanze possibili con il sistema universitario e delle imprese, per moltiplicare percorsi degni, che incentivino a restare, piuttosto che emigrare altrove? Torino è ricca di musei, di librerie indipendenti, di centri studi: insomma di giacimenti culturali che possono diventare ancora di più volano di pensieri e progetti (Assessorato alle Politiche giovanili)

  • Lavoro e Territorio: manipolare il territorio per fare Città è senz’altro una delle attività attraverso le quali generare ricchezza, società e cultura. Noi vogliamo meno cementificazione e più rigenerazione. Una rigenerazione intelligente che sappia far risparmiare energie, anche producendone. Che sappia fare della bellezza, una risorsa per lo sviluppo.

  • Sistema educativo e scolastico: vogliamo che l’offerta della Città si caratterizzi per la sicurezza e l’adeguatezza funzionale delle strutture, per la capacità di fare interagire virtuosamente le diverse identità, avendo come perno irrinunciabile l’insegnamento della lingua italiana, per la capacità di orientare al sentimento repubblicano, per la capacità di preparare all’inserimento lavorativo.

  • Denaro e banche: il debito della Città ci preoccupa. Quali responsabilità ha il sistema bancario e quale patto può essere sancito, anche in considerazione degli interventi pubblici cospicui a suo vantaggio?

  • Denaro e Governo: quale strategia è possibile sul piano nazionale perchè il governo modifichi atteggiamento nei confronti degli Enti Locali e in particolare delle Città metropolitane come Torino?

  • Municipalizzate: non siamo contrari a ragionare sulla loro parziale o totale privatizzazione, anche se non crediamo che sia questa la strada maestra per sanare il debito della Città, senza intaccare i servizi (crf sopra). Fatta eccezione per la SMAT: l’acqua ha in questa fase storica una valenza culturale fondamentale, che ha direttamente a che fare con il futuro che vogliamo.

  • Lealtà e Alleanze: il percorso biografico delle persone dice della loro credibilità. Abbiamo bisogno di persone credibili per ricostruire cultura e prassi politiche. Non ci fidiamo di chi ha costruito il proprio percorso con mafiosi e fascisti. Siamo convinti che in un partito la parte risponda per il tutto.

  • Lealtà e Giunta: siamo convinti che un buon Sindaco sia quello capace di mettere insieme e far funzionare una buona squadra. Ecco perchè vogliamo valutare i candidati anche sulla base delle persone che intendono portarsi in Giunta. Sicuramente dubiteremmo del candidato che ci dicesse che la squadra si fa dopo l’eventuale vittoria. Vogliamo una Giunta fatta da persone scelte per la loro specifica competenza, per la loro conoscenza della Città e che per la loro età rappresentino una scommessa sul futuro.

  • Lealtà e Burocrazia: dal ruolo del Segretario Comunale in giù, crediamo che ci siano margini per rendere la burocrazia comunale meno costosa, più trasparente, meglio accessibile.